Bush annuncia un’offensiva Nato in Afghanistan

Washington - La Casa Bianca ha annunciato una «offensiva di primavera» della Nato in Afghanistan e un aumento delle truppe Usa sollecitando i Paesi della Alleanza Atlantica a fare altrettanto. In un discorso tenuto a Washington nella sede dell’American Enterprise Institute, il presidente George W. Bush ha citato a più riprese l’Italia (gettando nello scompiglio la sinistra italiana) per il contributo dato inviando aerei, per l’assistenza nel creare un Centro legale a Kabul e per la scoperta di cellule terroristiche.
«Questa primavera vi sarà una nuova offensiva in Afghanistan - ha detto Bush - ma sarà un’offensiva della Nato. Questo fa parte della nostra strategia: una pressione continua sul nemico». Il leader della Casa Bianca ha confermato che gli Stati Uniti aumenteranno le loro truppe estendendo di altri quattro mesi la permanenza di 3.200 soldati della Decima Divisione di Montagna. Inoltre saranno inviati in Afghanistan in primavera, per la prevista offensiva, altri 3.200 soldati della 173ª Brigata Aviotrasportata di stanza a Vicenza.
«Ho ordinato un aumento delle truppe Usa in Afghanistan estendendo di quattro mesi la presenza di 3.200 soldati già nel Paese e l’invio di una forza aggiuntiva che darà loro sostegno per l’immediato futuro», ha detto Bush. Il presidente Usa, elencando alcuni Paesi Nato che hanno già deciso di inviare più truppe in Afghanistan, ha sollecitato gli altri Paesi della Nato ad aumentare il loro impegno e a rivedere alcune restrizioni sulle regole d’ingaggio. «In questo modo i comandanti Nato avranno la flessibilità necessaria per sconfiggere il nemico ovunque si trovi», ha affermato. Il presidente americano, incoraggiando gli alleati a non desistere nella guerra al terrorismo, ha citato l’Italia tra gli alleati che nel corso dell’ultimo anno hanno smascherato cellule terroristiche al loro interno. «Il popolo americano deve sapere che non siamo soli in questa guerra», ha detto Bush.
La parole di Bush hanno subito gettato nello scompiglio il governo italiano e la maggioranza che lo sostiene. Il primo a intervenire, per prevenire una sollevazione dei partiti «pacifisti» dell’Unione, è stato il ministro della Difesa Arturo Parisi. «I velivoli italiani impiegati in Afghanistan non hanno funzioni d’attacco», ha detto il ministro. «Non so a che cosa faccia riferimento il presidente Bush, io so solo che il nostro contingente è in Afghanistan per dare seguito alle risoluzioni dell’Onu che ci chiamano ad assistere il legittimo governo afghano al fine di mantenere una cornice di sicurezza che consenta la ricostruzione del Paese». «Quanto al contributo italiano - ha proseguito Parisi - non ci sono elementi di novità rispetto al decreto legge sul rifinanziamento delle missioni approvato il 31 gennaio scorso». A gettare ulteriore acqua sul fuoco è stato il ministro degli Esteri Massimo D’Alema, il quale ha affermato che l’Italia non si sente coinvolta dall’appello di Bush per un maggiore impegno in Afghanistan. «Sicuramente non ci sentiamo appellati: noi abbiamo preso le nostre decisioni che sono all’esame del Parlamento, abbiamo deciso quello che era giusto decidere. Non mi pare sinceramente che il presidente Bush si sia rivolto all’Italia», ha aggiunto negando l’evidenza. Ma l’ala sinistra della maggioranza di governo non sembra soddisfatta delle rassicurazioni di Parisi e D’Alema e, come Bush in Afghanistan, promette un’offensiva ancor prima che giunga la primavera.