Bush apre all'Iran: "Sì al nucleare civile"

A Londra incontro con il primo ministro inglese: "Il nostro messaggio all’Iran
è di non scegliere la via dello scontro". Brown: "Altri soldati in Afghanistan"

Londra - "Londra invierà altri soldati in Afghanistan" ha annunciato il premier britannico, Gordon Brown, al termine dell’incontro con il presidente americano, George W. Bush, in visita in Gran Bretagna. Il numero uno della Casa Bianca ha invitato Ahmadinejad a "non scegliere la via dello scontro": "Voglio dire una cosa a proposito della domanda di nucleare civile da parte dell’Iran. Essa è legittima".

Gb pronta a inviare rinforzi Brown ha spiegato che il governo "ha deciso, come già avvenuto alcuni anni fa, di combattere i talebani in Afghanistan". Annunciando l’invio di rinforzi, il primo ministro ha ringraziato i militari britannici per gli sforzi compiuti, "il coraggio e la professionalità dimostrate", e ha rivolto "un pensiero a tutti i soldati morti negli ultimi anni". "Mesi fa abbiamo ritirato i militari da Helmand - ha ricordato Brown - ma oggi la sicurezza è in pericolo". "È anche per questo che sono stati promessi 20 miliardi di dollari" alla conferenza dei donatori di Parigi, ha aggiunto il primo ministro. "Lo scopo è quello di ottenere dei progressi per un paese che proviene da decenni di scontri e difficoltà". Il governo di Londra ha deciso di inviare altri 230 militari nel sud dell’Afghanistan entro qualche settimana. I soldati prescelti sono stati individuati tra i migliori specialisti del Genio, della logistica e dell’addestramento e saranno utilizzati al fine di migliorare le capacità del nuovo esercito afgano e delle forze di polizia locali. La decisione sui rinforzi dovrebbe essere comunicata oggi alla Camera dei Comuni. I militari britannici attualmente schierati in Afghanistan, per la maggior parte nelle province meridionali di Helmand e Kandahar, sono circa 7.800. Con l’invio dei nuovi 230 militari, il totale salirà così a oltre 8mila.

I provvedimenti contro Teheran La Gran Bretagna intende congelare i beni del principale istituto bancario iraniano, per ritorsioni contro la mancata collaborazione di Teheran sui programmi nucleari. "Esorteremo l’Unione Europea affinché decida ulteriori sanzioni. Da parte nostra cercheremo di congelare alcuni beni della principale banca dell’Iran", ha detto Brown inviando un messaggio al popolo iraniano: "Deve fare una scelta". "Noi porteremo sul tavolo le nostre opzioni e restiamo in attesa di una risposta perché vogliamo che il dialogo prosegua". Ma se Teheran "continuerà a ignorare le risoluzioni" internazionali, "allora non ci sarà altra scelta che quella di rafforzare le sanzioni", ha spiegato Brown. "L’Iran deve essere consapevole delle conseguenze della sua scelta: iniziare il dialogo o subire un ulteriore isolamento per il suo rifiuto" di collaborazione sul programma nucleare iraniano.

Il nodo sul nucleare iraniano Nucleare sì, ma civile. Se è questo il bisogno di Teheran, esso è legittimo. Parola di George W. Bush, che ne ha parlato nella conferenza stampa al termine dell’incontro a Londra con il premier britannico, Gordon Brown. «Voglio dire una cosa a proposito della domanda di nucleare civile da parte dell’Iran. Essa è legittima», ha sottolineato Bush. "Il nostro messaggio all’Iran è di non scegliere la via dello scontro", hanno poi dichiarato durante la conferenza stampa, ribadendo l’intenzione di continuare sulla via del dialogo diplomatico ma tornando a minacciare nuove sanzioni in assenza di una risposta positiva da Teheran. "La mia prima scelta è di risolvere diplomaticamente la cosa", ha detto il presidente americano, mentre il premier britannico ha ribadito che Londra "farà tutto il possibile" per mantenere il dialogo con l’Iran. "Ma noi vogliamo essere chiari sul fatto che se l’Iran continuerà ad ignorare le risoluzioni, le nostre offerte di partnership, non avremo altra scelta che intensificare le sanzioni", ha aggiunto Brown. Il premier britannico si è impegnato quindi ad esortare l’Unione Europea a imporre "altre sanzioni" all’Iran a cominciare con il congelamento dei beni all’estero della banca di proprietà dello stato Melli.