Bush apre a Pechino: "Andrò alle Olimpiadi"

Segnale distensivo dopo la crisi del Tibet. La Casa Bianca conferma: "Il presidente e la first lady in Cina per l’inaugurazione dei Giochi"

L’8 agosto il presidente americano George W. Bush sarà a Pechino, con la First Lady Laura, ad assistere alla cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici. L’annuncio è arrivato ieri. Alcuni leader internazionali, nei mesi scorsi, avevano messo in dubbio la propria partecipazione all’inaugurazione delle Olimpiadi in protesta contro le violazioni dei diritti umani in Cina e soprattutto contro le recenti violenze delle forze di sicurezza cinesi contro i manifestanti anti governativi e i monaci buddisti in Tibet. Nei mesi passati diverse associazioni per i diritti umani hanno fatto pressioni sui capi di Stato e governo internazionali per non partecipare alla cerimonia di Pechino. Molti leader europei, tra cui il premier britannico Gordon Brown, quello italiano Silvio Berlusconi e il cancelliere tedesco Angela Merkel, non saranno a Pechino. Il presidente Nicolas Sarkozy ha invece da poco fatto sapere che non ha ancora preso una decisione: aspetta l’esito dei colloqui tra i funzionari cinesi e l’inviato del Dalai Lama - leader spirituale e politico dei tibetani - in programma questa settimana. Il candidato democratico alle presidenziali americane, Barack Obama, ha detto che Bush dovrebbe boicottare l’evento. Anche il suo rivale repubblicano, John McCain, ha dichiarato che se fosse Presidente non andrebbe alla cerimonia.

L’Amministrazione Bush non aveva finora preso una posizione sulla questione della partecipazione. Il portavoce della Casa Bianca, Dana Perino, ha però precisato che il leader americano «va in Cina prima di tutto a sostenere i nostri atleti: vede la cosa come una competizione sportiva». Qualsiasi tipo di protesta o boicottaggio ufficiale del governo americano avrebbe profondamente offeso la leadership di Pechino che vede nei Giochi una grande occasione per far definitivamente emergere il paese come nuova potenza mondiale. Ma anche Washington ha bisogno della Cina per diversi motivi, fra i quali il suo appoggio nei colloqui a sei sul nucleare nord coreano; negli sforzi internazionali per mettere fine ai piani atomici iraniani; nel tentativo di opposizione alla giunta militare birmana. Proprio per parlare di tutto questo, Bush incontrerà nella capitale cinese anche il presidente Hu Jintao. In quell’occasione, i due leader focalizzeranno i colloqui soprattutto sulla questione del nucleare nord coreano e sulla necessità di fermare i piani di Pyongyang.

George W. Bush, secondo quanto annunciato dalla Casa Bianca, arriverà in Cina nel quadro di un vasto tour regionale. Il Presidente, infatti, prima di sbarcare a Pechino visiterà anche la Corea del Sud, dove il leader incontrerà il capo di stato Lee Myung-Bak, parlerà di sicurezza globale e della proposta di un accordo di libero scambio e poi volerà in Tailandia.