Bush: asse atlantico per frenare la crisi. Berlusconi: sì al G8 straordinario

Bush chiama gli
alleati europei del G8 per proporre un’azione coordinata contro la
crisi finanziaria globale: "Disponibile a un vertice straordinario". Berlusconi: i grandi uniti per evitare il panico

Washington - George W. Bush chiama gli alleati europei del G8 - tra cui il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, il premier britannico Gordon Brown e il presidente francese Nicolas Sarkozy - e chiede un’azione coordinata contro la crisi finanziaria globale.

L'appello di Bush all'Europa "In questi colloqui con i nostri buoni amici ed alleati - ha detto la portavoce della Casa Bianca Dana Perino - il presidente ha discusso delle varie misure che gli Stati Uniti stanno prendendo per portare stabilità ai mercati e l’importanza per tutti i Paesi di lavorare insieme per coordinare le nostre azioni e trovare soluzioni ai problemi che stiamo affrontando tutti noi". La stessa Perino ha riferito che il presidente americano è aperto all’ipotesi di convocare entro la fine dell’anno un G8 straordinario sulla crisi, così come sollecitato nei giorni scorsi da Sarkozy, ricordando tuttavia che nel fine settimana ò già prevista una riunione dei ministri finanziari degli otto Paesi più industrializzati del mondo.

Berlusconi: sì al G8 Silvio Berlusconi nella riunione con i deputati del Pdl impartisce le sue direttive per le prossime mosse politiche e parlamentari. Per prima cosa cerca di rassicurare sulla crisi dei mercati informando i suoi del giro di telefonate di oggi con i 'grandi', a cominciare da Gerge W. Bush, per fronteggiare il terremoto finanziario e per "evitare il panico". In questo quadro prende corpo l'ipotesi di un G8 straordinario così come proposto dal presidente americano e su cui, stando alle parole di Berlusconi già si sta lavorando. Certo - ha osservato il Cavaliere - "nessuno può dire con esattezza cosa accadrà" con questa crisi finanziaria, tuttavia il sistema italiano appare più solido e i rischi da noi "sono meno elevati" perché il governo "garantisce la solidità delle banche". La crisi dei mercati internazionali è entrata anche nel colloquio che il premier ha avuto con il presidente Giorgio Napolitano, un incontro, ha detto, "cordialissimo come sempre, a 360 gradi". Una crisi finanziaria quella che investe l'occidente, che come una spada di Damocle incombe anche sul nostro Paese e che per Berlusconi tanto più richiede la presenza di un governo forte che utilizzi tutti gli strumenti anche di emergenza come la decretazione. La gravità della situazione è tale - sarebbe stato il ragionamento del premier al Quirinale - che il Paese ha bisogno più che mai di un governo che governi anche con il ricorso massiccio ai decreti legge.