Bush: «Un caos firmato Iran e Siria»

Blair: dobbiamo fare di tutto per proteggere la democrazia a Beirut

Gli Stati Uniti «condannano con forza» l'assassinio a Beirut del ministro dell’Industria, il cristiano-maronita Pierre Gemayel, ribadiscono il proprio appoggio all'azione del governo del premier Fouad Siniora per un Libano indipendente e pacifico, attaccano Siria e Iran e i loro alleati perché fomentano l'instabilità in Libano e chiedono all'Onu di agire «oggi» per insediare il tribunale speciale sull'uccisione, l'anno scorso, dell'ex premier libanese Rafic Hariri.
È il presidente George W. Bush a scandire questi punti, dopo le prime reazioni diplomatiche di condanna di quello che il vice-segretario di Stato Richard Burns definisce «un atto di terrorismo», che cade - si ammette a Washington, in commenti non ufficiali - in un momento molto strano, proprio quando la Siria e l' Iran sembrano sul punto di tornare nel giro diplomatico della soluzione del conflitto iracheno. Bush, che parlava in una base della Hawaii, dove ha fatto scalo di ritorno dall’Indonesia, chiede un’indagine sull'assassinio di Gemayel, senza però puntare, per questo crimine, il dito contro Damasco e Teheran. Un'inchiesta dell'Onu coinvolge Damasco nell'eliminazione, avvenuta con un'auto bomba, di Hariri.
Anche la Russia, vicina a Siria e Iran, ha condannato l’uccisione di Gemayel. «La ripresa della pratica degli omicidi politici in Libano, dopo un periodo di relativa calma, ci preoccupa enormemente», ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri russo, Mikhail Kamynin.
L’Alto rappresentante della Ue per la politica estera e la sicurezza, lo spagnolo Javier Solana, ha dichiarato che il Libano paga ancora una volta un «duro tributo» per la sua volontà di pace e indipendenza. Adesso, ha aggiunto, «occorrerà che i responsabili di questo vile assassinio d'altri tempi siano trovati e portati davanti a un Tribunale». Per l’Unione Europea è intervenuta anche la presidenze di turno finlandese, che ha espresso una condanna «fermissima del brutale assassinio», rilevando che «l'attacco giunge in un momento nel quale la situazione politica in Libano è già gravemente tesa». La presidenza, in un comunicato, ha lanciato un appello a tutte le parti dall'astenersi da attività che possano «mettere ulteriormente in pericolo la stabilità politica del Libano» e ha ribadito il «pieno sostegno» dell'Ue al «governo legittimo e democraticamente eletto» del Paese.
Il premier britannico Tony Blair ha espresso la propria «totale condanna» per l'omicidio di Gemayel: un atto, ha detto, «privo di qualsiasi giustificazione». «Dobbiamo fare tutto il possibile per proteggere la democrazia in Libano e il governo del premier Fuad Siniora», ha dichiarato Blair, sottolineando come l'omicidio «dimostri ancora una volta l'assoluto e urgente bisogno di una strategia per l'intero Medio Oriente che sostenga i governi che appoggiano la democrazia».