Bush, dal Congresso l'ok alle missioni

Il presidente aveva minacciatoil veto a una legge sul rientro dei militari. Alla fine la camera si è piegata alla linea della Casa Bianca. Al Senato Hillary e Obama votano no

Washington - Alla fine Bush l'ha spuntata. Aveva minacciato che, se il Congresso avesse messo i bastoni tra le ruote, lui avrebbe posto il veto presidenziale. Ma non ce n'è stato bisogno. Dopo la Camera, anche il Senato degli Stati Uniti ha dato il via libera alla legge di rifinanziamento delle operazioni militari in Iraq e Afghanistan. Il provvedimento andrà ora alla firma del presidente George W. Bush già nella giornata odierna, per diventare esecutivo prima che gli Usa entrino nel fine settimana festivo del Memorial Day.

Hillary Clinton e Barack Obama votano no La legge sul rifinanziamento della guerra in Iraq è stata approvata dal Senato degli Stati Uniti con un voto di 80 a 14. Tra i voti contrari figurano la senatrice Hillary Clinton e il senatore Barack Obama, due tra i più accreditati candidati alla Casa Bianca nel partito democratico. L'ex First Lady e il senatore nero dell'Illinois fino all'ultimo momento non avevano annunciato la loro decisione sul voto. La Clinton aveva votato nel 2002 a favore del mandato al presidente di entrare in guerra, mentre Obama all'epoca non era in Senato. Un altro tra i candidati principali dei democratici, John Edwards, votò per la guerra nel 2002 ma ora non è più senatore e ha chiesto scusa pubblicamente per quel voto. A favore del provvedimento ha invece votato il senatore Joe Biden, che è indietro nei sondaggi nella corsa alla nomination dei democratici. La Camera, alcune ore prima, aveva approvato lo stesso provvedimento per 280-142.