Bush contro Mosca: «Vuole rovesciare Tbilisi»

da Washington

C’è qualcosa di antico in questa storia. La crisi georgiana ha provocato la più grave crisi diplomatica tra Russia e Stati Uniti dalla fine della Guerra Fredda. Una crisi che si mantiene in ambito diplomatico, ma che si aggrava di ora in ora. Se da un lato gli Usa hanno invitato gli alleati del G7 a prendere posizione, appoggiando l’iniziativa dell’Ue portata avanti dal ministro francese Bernard Kouchner, dall’altro il presidente George W. Bush ha esplicitamente accusato la Russia di «violenza inaccettabile» e di «risposta sproporzionata» nella crisi georgiana. E ha aggiunto, citando fonti dell’intelligence Usa: «C’è il sospetto che Mosca voglia rovesciare il governo democratico di Tbilisi».
Secca la replica di Vladimir Putin da Mosca: gli Usa affrontano la situazione «con una mentalità da Guerra Fredda». Il premier russo ha attaccato chi, invece di aiutare, «cerca addirittura di ostacolare», citando l’aiuto dato dagli americani al rimpatrio in tutta fretta dall’Irak del contingente georgiano di truppe scelte. È questo il clima diplomatico che si respira intorno alla crisi georgiana. Appena rientrato a Washington da Pechino, Bush ha fatto una dichiarazione durissima: «Sono profondamente preoccupato per la drammatica e brutale escalation» della situazione in Georgia. Quella della Russia «è una azione inaccettabile nel Ventunesimo secolo» e per questo gli Stati Uniti, in accordo con i loro alleati, chiedono «l’immediato cessate il fuoco» e il riconoscimento «dell’integrità e della sovranità della Georgia». «Questa azione - ha proseguito Bush - mette a rischio i rapporti tra Usa e Russia». Il presidente ha anche auspicato che trovi spazio la possibilità di una mediazione internazionale sulla base della piattaforma concordata dai ministri degli Esteri del G7. Se così non fosse sarebbe grave e per questo si è detto «profondamente preoccupato». La mediazione internazionale è la via d’uscita. È con questo obiettivo che gli Stati Uniti hanno mandato in Caucaso il loro inviato Matt Bryza. Il suo compito è di dare sostegno al piano concordato telefonicamente dal segretario di stato Condoleezza Rice con gli altri ministri degli Esteri del G7, e nello stesso tempo di interagire con l’Unione Europea per un’azione comune che porti la Russia a sottoscrivere questi punti: cessate il fuoco immediato; riconoscimento della «sovranità e dell’integrità della Georgia», storico alleato americano del Caucaso.
Appena giunto a Tbilisi, l’inviato americano in Caucaso parlando con i giornalisti ha detto: «Mosca ha pianificato questa invasione. Non è vero che le truppe presenti da un paio di mesi in Abkhazia erano là per una missione umanitaria. La verità è che queste forze erano là per ricostruire la ferrovia e permettere così (l’arrivo di) rifornimenti e rinforzi, in modo da rendere possibile l’invasione russa» della Georgia. Perché per gli Stati Uniti quella in corso in Georgia questo è: una «invasione», una «aggressione inaccettabile» che merita una risposta.