Bush contro Al Qaida, D'Alema contro Bush

Alle prime luci dell'alba fonti del governo somalo annunciano un nuovo bombardamento americano nel Sud. Gli attacchi sono ancora in corso. Già ieri colpita la centrale dell'organizzazione di Bin Laden, Mogadiscio ha elogiato l'operazione e chiesto anche truppe di terra

Roma - Bombardamenti «unilaterali» e pericolosi. Operazioni militari «che rischiano di innescare nuove tensioni». Atti di guerra che, oltre a rendere più difficile «una pacificazione dell’area», provocano pure «un alto numero di vittime innocenti». Insomma, per il governo di Roma il raid americano in Somalia è decisamente da condannare.
La presa di distanza, netta, dura, è firmata da Massimo D’Alema in persona. «Il relazione alle operazioni militari - si legge infatti in un comunicato della Farnesina - il ministro degli Esteri ha ribadito la contrarietà dell’Italia a iniziative unilaterali che potrebbero innescare nuove tensioni in un’area già caratterizzata da forte instabilità. Tali operazioni comportano inoltre un elevato costo in termini di vittime innocenti tra la popolazione civile». La strada invece dovrebbe essere un’altra, cioè «moltiplicare gli sforzi delle istituzioni internazionali, comprese quelle regionali, per favorire il processo di pacificazione interno e tra i Paesi confinanti». D’Alema chiude con un appello per «una ripresa di un dialogo tra le diverse componenti della società somala che permetta di isolare le fazioni violente e di contrastare efficacemente il terrorismo».
«Forse D'Alema non si è accorto di quanto sta accadendo da mesi in Somalia, ma continuare ad adottare la tecnica dello struzzo può solo favorire l'islamizzazione estremista in tutto il Nord Africa», replica il capogruppo Udc alla Camera, Luca Volontè. «Le Corti islamiche, mandanti dell'omicidio della suora italiana qualche mese fa - spiega l'esponente centrista - sono composte da militanti di Al Qaida, ricevono soldi dai terroristi e minacciano dall'esterno la stabilità di un governo legittimamente eletto. Forse D'Alema si illude che le critiche agli americani valgano più del popolo e della democrazia somala».
«Ma questo Volontè è lo stesso più papista del Papa? - si chiede Franco Monaco, Margherita -. Non sapevo che bombardare fosse da cristiani». E da Dakar Patrizia Sentinelli, Prc, viceministra degli Esteri con delega alla cooperazione, ribadisce la posizione del governo. «Una posizione - spiega - in sintonia con l’Unione europea e le Nazioni Unite. Ogni intervento militare in Somalia deve essere condannato, per questo ritengo molto grave il raid dell’aviazione statunitense. L’unica via per uscire dalla crisi in Corno d’Africa è quella del dialogo. Le operazioni militari complicano ulteriormente la situazione e le morti dei civili pesano sulle relazioni internazionali».
D’accordo tutta l’ala sinistra della maggioranza. Per Oliviero Diliberto «il governo ha fatto benissimo». «I raid ordinati dall’amministrazione Bush - sostiene il segretario del Pdci - sono atti destabilizzanti che rischiano di alimentare un nuovo incendio in una zona già fortemente instabile». Per Giovanni Russo Spena, capogruppo di Rifondazione al Senato, «i bombardamenti Usa sono una violazione del diritto internazionale e una drammatica conferma della fallimentare strategia unilaterale di Washington: il governo italiano si dia fare per fermarli il prima possibile». E per Mauro Bulgarelli, senatore dei verdi, «gli Stati Uniti continuano ad agire come se il diritto internazionale non li riguardasse, sentendosi autorizzati ad intervenire ovunque in nome della guerra al terrorismo».
Un no all’unilateralismo americano arriva anche da Luciano Vecchi, responsabile esteri dei Ds. «In Somalia bisogna promuovere il dialogo politico e la pacificazione per costruire strutture statali stabili e legittimate dal consenso. E occorre predisporre una forza di interposizione a garanzia della tregua militare, formata da Paesi dell’Unione africana e sotto l’egida del Consiglio di sicurezza».