Bush: "Dall'Iran armi agli estremisti iracheni"

Il presidente ribadisce l'impegno degli Usa in Iraq contro il terrorismo: "Non sappiamo se siano stati i leader iraniani a ordinarlo, quel che è certo è che le nuovi armi utilizzate contro i nostri soldati arrivano da Teheran"

Washington - Il presidente George W. Bush ha detto di non sapere se i leader dell'Iran abbiano ordinato a membri della Guardia Rivoluzionaria dell'Iran di fornire esplosivi improvvisati per le milizie in Iraq. "Quel che sappiamo è che la Quds Force è stata utilizzata per fornire questi ordigni letali a reti all'interno dell'Iraq", ha affermato. "Quel che non sappiamo è se i leader dell'Iran abbiano ordinato alla Quds Force di farlo o meno". I suoi commenti sono in contrasto con i commenti di funzionari Usa a Bagdad che in precedenza avevano detto che nella vicenda erano coinvolti i più alti livelli del governo iraniano. Bush ha detto che la questione non è se Teheran sia direttamente coinvolta o no, ma piuttosto che le armi sono in Iraq e che stanno facendo danni alle forze guidate dagli Usa che stanno tentando di sedare le violenze settarie. "Intendo fare qualcosa per questo...dobbiamo proteggere i nostri soldati", ha aggiunto. Il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad ha negato lunedì che l'Iran stia fornendo armi sofisticate alle milizie irachene e ha detto che la pace tornerà in Iraq solo quando se ne andranno le forze straniere e americane.

A rischio la pace nel mondo "Sono convinto che l'Iran con l'arma nucleare sia molto pericoloso per la pace nel mondo". Lo ha ribadito Bush insistendo sull'accordo in proposito raggiunto con europei, Russia e Cina per le sanzioni dell'Onu contro Teheran.

Smorzate polemiche con Putin Bush ha provato anche a smorzare la polemica sulle aspre critiche al suo governo del collega russo Vladimir Putin, ribadendo l'importanza dell'alleanza con la Russia. «È la stessa energica persona che era nel 2001 - ha detto Bush rispondendo ai giornalisti nella conferenza stampa in corso alla Casa Bianca - con cui ho intese e divergenze». Una di queste divergenze, ha notato il presidente americano «è sull'utilità della Nato. Io credo che sia una forza di stabilizzazione, Putin non è d'accordo e parte del suo discorso esprime preoccupazione per il ruolo dell'Alleanza Atlantica». Ma nonostante la differenza di punti di vista, Bush ha sottolineato «i molti obiettivi comuni» con Putin, tra cui la soluzione del nodo sulle ambizioni iraniane e la lotta alla non proliferazione di armi di distruzione di massa. «Ma è un rapporto a volte complesso», ha concesso il presidente americano».

Corea del Nord «È un primo passo positivo» che «ci avvicina» alla denuclearizzazione della penisola coreana, ha sottolineato ancora il presidente americano, che ha definito «unico» l'accordo raggiunto ai negoziati. E a chi gli ha ricordato le critiche giunte da alcune parti all'intesa - a cominciare dall'ex ambasciatore all'Onu John Bolton, che l'ha definita «negativa e deludente» - Bush ha risposto: «Sono completamente in disaccordo» con questa valutazione.

Il nuovo piano per l'Iraq prende forma Il presidente americano ha detto che il suo nuovo piano per l'Iraq «sta iniziando a prendere forma» ma ha avvertito che anche con le nuove unità militari americane e irachene non si riuscitanno a fermare tutti gli attentati suicidi che verranno organizzati nella capitale irachena. Bush ha aggiunto che il governo iracheno sta attuando il suo impegno a dispiegare più militari a Baghdad, secondo quanto previsto dal piano congiunto iracheno-americano per riportare la sicurezza nella città».