Bush: entro fine anno oltre metà del territorio controllato da iracheni

Andrea Nativi

Entro la fine dell'anno le forze di sicurezza irachene avranno assunto il controllo della maggior parte del territorio nazionale, rilevando le truppe della coalizione. Lo ha detto il presidente statunitense George Bush, pur senza negare le notevoli difficoltà che rimangono da superare e le incertezze sul futuro del paese. Bush si è ben guardato dal fornire indicazioni precise su quanti soldati alleati potranno essere ritirati e quando, ma ha evidenziato i progressi in corso. Le forze irachene sono oggi responsabili per il 18% circa del territorio, con un incremento del 6% rispetto all'inizio dell'anno. Baghdad può contare su oltre 235.000 tra soldati e membri delle forze di polizia e i reclutamenti continuano al ritmo di 5.000 uomini al mese.
Anche tenendo conto degli effetti delle diserzioni, delle perdite dovute agli attacchi e agli scontri della guerriglia, la consistenza netta di queste forze continua a irrobustirsi. La guerriglia sta quindi perdendo la guerra dei numeri: non è in grado di fermare i reclutamenti, né di infliggere perdite così gravi da neutralizzare la crescita dell'avversario. Al contrario è la guerriglia che incontra problemi ad arruolare nuove leve in quantità e qualità adeguata per sostituire i combattenti uccisi, feriti o catturati. E gli scontri intestini tra le diverse componenti non possono che indebolirne le capacità. Questo vale in particolare per Al Qaida. Le forze di sicurezza irachene mettono in campo 130 battaglioni e di questi 60 sono in grado di operare in combattimento con discreta autonomia, anche se sempre con supporto alleato.
Questo non vuol dire che la situazione sia tranquilla e anche se il rischio di guerra civile per il momento è scongiurato, quello di una divisione del paese su base etnico-religiosa resta reale. Una parte della guerriglia vuole lo scontro etnico, mentre rimane il problema della confessionalizzazione delle forze irachene. Gli Usa hanno cercato di creare reparti multiconfessionali, anche perché buona parte dei quadri sono sunniti, hanno resistito alla incorporazione automatica dei membri delle milizie religiose, hanno impostato una selezione dei leader solo sulla base del merito, ma ora hanno meno voce in proposito, anche se senza i team di collegamento e i consiglieri integrati in tutti i reparti la capacità delle forze irachene crollerebbe.
La riduzione delle forze della coalizione avverrà in modo prudente, considerando che 1.000 nuovi soldati iracheni valgono 100-200 soldati della coalizione. E se le truppe irachene svolgono i compiti più semplici, quelle Usa possono dedicarsi alla lotta alla guerriglia.