Bush: "Iran, rischio guerra mondiale. No tank turchi in Irak"

Il presidente Usa avverte Putin, ricevuto ieri da Ahmadinejad: &quot;A Teheran c’è un leader che ha annunciato di voler distruggere Israele, il mondo deve impedirgli di costruire la bomba atomica&quot;. <a href="/a.pic1?ID=213902" target="_blank"><strong>La Turchia dice sì all'invasione del Kurdistan iracheno</strong></a>

Se gli ayatollah costruiranno l’atomica c’è il rischio che scoppi la Terza guerra mondiale. Non è la previsione del catastrofista di turno, ma un monito senza peli sulla lingua pronunciato dal presidente americano George W. Bush. «In Iran c'è un leader che ha annunciato di voler distruggere Israele», ha esordito l’inquilino della Casa Bianca riferendosi al capo dello Stato iraniano, Mahmoud Ahmadinejad. La conferenza stampa di ieri a Washington si è subito surriscaldata e ben presto è arrivato l’affondo. Rivolgendosi alla comunità internazionale, Bush ha dichiarato: «Se siete interessati a evitare la Terza guerra mondiale mi sembra che dobbiate essere interessati a impedire che gli iraniani ottengano le conoscenze necessarie per realizzare una bomba atomica».
Il discorso è chiaro: il mondo intero deve impegnarsi a fermare la corsa al nucleare degli ayatollah altrimenti si rischia un conflitto catastrofico. Non a caso Bush ha usato questi toni nel momento in cui il presidente russo, Vladimir Putin, stava concludendo la sua storica visita a Teheran. Il giorno prima il capo del Cremlino aveva intimato a Washington di non attaccare l’Iran. Per Bush il suo pari grado al Cremlino riconosce che non è nell'interesse del mondo che l'Iran abbia la capacità di realizzare un ordigno nucleare». Però il presidente americano vuole dei «chiarimenti» e capire se Putin «continua a condividere le stesse preoccupazioni che ho io». In ogni caso l'inquilino della Casa Bianca ha confermato che è sua intenzione «continuare a lavorare con la Russia e le altre nazioni per confermare all'Iran il messaggio che rimarrete isolati se continuerete (a sviluppare) le vostre ambizioni di ottenere ordigni nucleari». Però la calorosa stretta di mano a Teheran, fra il presidente russo e quello iraniano, non è piaciuta alla Casa Bianca.
Per certi versi sembra di essere tornati ai tempi della Guerra Fredda, ma in realtà la visita di Putin è una delle ultime ciambelle di salvataggio lanciate agli ayatollah. Il presidente russo si dice convinto che gli iraniani non si doteranno della bomba atomica nel momento in cui raggiungeranno l’obiettivo dell’energia nucleare per scopi civili. Putin ha portato ieri al grande ayatollah Alì Khamenei, la guida suprema in Iran, un piano per uscire dalla crisi. Del «messaggio speciale», ammesso dagli stessi iraniani, si sa poco. Probabilmente si tratta della proposta di abbandono delle sanzioni contro Teheran, da parte della comunità internazionale, in cambio di un programma nucleare civile controllato dai russi. Mosca sta costruendo da anni la prima centrale atomica iraniana a Busher. Khamenei ha ribadito a Putin che l’Iran vuole dotarsi dell’energia nucleare per produrre elettricità e poter aumentare l’esportazione del petrolio. Il primo ministro israeliano Ehud Olmert invece è convinto che gli ayatollah utilizzeranno l’uranio arricchito per farsi la bomba.
Oggi il rappresentante di Israele sarà a Mosca per incontrare Putin e capire se da Teheran c’è la disponibilità a fare un passo indietro, altrimenti i caccia israeliani, con l’appoggio americano, sono pronti a bombardare i siti nucleari iraniani. In particolare i centri dove sono già al lavoro migliaia di centrifughe per l’arricchimento dell’uranio.
Il presidente Bush è apparso particolarmente combattivo nella conferenza stampa di ieri assestando qualche colpo anche nell’Estremo Oriente. Secondo l’inquilino della Casa Bianca «è nell’interesse della Cina incontrarsi con il Dalai Lama». Il leader buddhista del Tibet è stato ricevuto da Bush sollevando le ire di Pechino. Ieri il Congresso americano gli ha consegnato la medaglia d’oro della libertà e Bush ha mandato un messaggio al presidente cinese, Hu Jintao, spiegando che «la libertà religiosa è nell’interesse della sua nazione». Infine il presidente americano ha lanciato un monito alla Corea del Nord che si è impegnata a smantellare il suo programma nucleare in cambio di aiuti energetici. «Hanno dichiarato che ci mostreranno le armi, interromperanno il programma nucleare e fermeranno la proliferazione – sostiene Bush -. Se non rispetteranno le loro promesse ci saranno delle conseguenze».