Bush: "Iran sempre un pericolo. Resta l'opzione militare"

Il presidente degli Stati Uniti torna a parlare dei pericoli del programma di armamento nucleare di Teheran dopo il rapporto della Cia. La preoccupazione di Israele

Washington - "L'Iran era pericoloso. E' pericoloso. E lo sarà in futuro se impara a fare armi nucleari". Facendo buon viso a cattivo gioco, il presidente americano George W. Bush ha elogiato oggi un rapporto dell'intelligence Usa che ha rivelato ieri che Teheran ha rinunciato fin dal 2003 al tentativo di creare ordigni atomici. Il presidente Bush, in una conferenza stampa appositamente convocata, ha affermato che il documento dell'intelligence non cambia niente nella politica americana verso Teheran. Il rapporto "è un segnale di avvertimento che avevano un programma e che hanno interrotto il programma" - ha detto Bush - ma "la ragione per cui è una segnale di avvertimento, è che potrebbero riavviarlo".
"Contro Teheran tutte le opzioni sul tavolo" Per l'inquilino della Casa Bianca "la migliore diplomazia" é quella di "lasciare tutte le opzioni sul tavolo". "Dal mio punto di vista questo rapporto dell'intelligence offre una opportunità per continuare a sollecitare la comunità internazionale di continuare a fare pressioni sull'Iran perché sospenda il suo programma nucleare", ha aggiunto Bush. "Penso che questo rapporto sottolinei con chiarezza che l'Iran deve essere considerato una seria minaccia alla pace. La mia opinione in materia non è cambiata. Se l'Iran dovesse entrare in possesso di un'arma nucleare, il mondo diventerebbe un posto molto più pericoloso", ha affermato il presidente americano. Nessuna marcia indietro quindi da parte di Bush. Che ha elogiato l'intelligence Usa per il "buon lavoro" fatto col rapporto sull'Iran. "Dopo i fallimenti di intelligence sull'Iraq - ha detto Bush - abbiamo effettuato una ampia riforma dei servizi segreti. Le cose stanno funzionando". Bush ha negato che il rapporto crei un nuovo problema di credibilità agli Stati Uniti che già avevano accusato l'Iraq di essere in possesso di armi di distruzione di massa mai trovate. L'inquilino della Casa Bianca, che in ottobre aveva agitato lo spettro della Terza Guerra mondiale parlando dell'Iran e del suo programma nucleare, ha sottolineato di avere appreso solo la scorsa settimana il contenuto del rapporto dopo essere stato informato a grandi linee in estate di nuove stime della intelligence Usa in arrivo.
"Regime non trasparente" "Un problema è che con l'Iran abbiamo a che fare con un regime non molto trasparente - ha detto Bush -. In Iran non abbiamo avuto una buona presenza dal 1979. E' uno dei motivi che mi ha spinto a chiedere all'intelligence di rafforzare le nostre operazioni in quella regione".
Telefonata con Putin Per quanto riguarda il documento in questione "l'intelligence ha fatto una grande scoperta, che é stata analizzata e che è stata adesso inglobata nella nostra politica", ha detto Bush confermando di avere dedicato alla questione iraniana gran parte della sua telefonata odierna col presidente russo Vladimir Putin. "Gli ho spiegato il contenuto del documento della nostra intelligence, che ha confermato la efficacia della nostra cooperazione", ha detto Bush. Secondo il presidente Usa il rapporto dell'intelligence rafforza la necessità di mobilitare la comunità internazionale per accentuare le pressioni su Teheran perché rinunci ad ogni proposito di armamento nucleare rendendo ancora più importante l'uso delle sanzioni.
L'Iran esulta "Gli Stati Uniti ed i loro alleati devono accettare il diritto al nucleare pacifico dell'Iran - ha detto oggi il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad - e a questo non c'é alternativa". "E' naturale che accogliamo con favore il fatto che quei paesi che in passato hanno manifestato dubbi e ambiguità su questa vicenda adesso correggano realisticamente le loro vedute", ha commentato il ministro degli esteri iraniano Manuchehr Mottaki. Da parte di Teheran si chiedono adesso agli Stati Uniti le "scuse" per le "posizioni sbagliate del passato". Il rapporto è destinato ovviamente a giocare un ruolo importante nelle discussioni tra i cinque membri permanenti del consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite (Usa, Russia, Cina, Francia e Gran Bretagna) più la Germania sul possibile nuovo pacchetto di sanzioni contro l'Iran.

La Cina. le cose sono cambiate Pechino sottolinea che, dopo la pubblicazione del rapporto, "le cose sono cambiate sull'Iran": il documento non potrà essere ignorato nelle future discussioni sulla prossime mosse del consiglio di sicurezza nei confronti dell'Iran.

Israele: tutto più difficile Per Israele il rapporto è stata una autentica doccia fredda perché il presidente iraniano ha fatto più volte minacce contro la stessa esistenza dello stato ebraico. A giudizio di Gerusalemme il documento dell'intelligence Usa rende adesso più difficile convincere stati riluttanti del consiglio di sicurezza dell'Onu, come Russia e Cina, a far scattare più severe sanzioni internazionali contro Teheran. Bush ha rivelato di avere ricevuto il briefing sul rapporto dell'intelligence in occasione della conferenza di Annapolis e di averne discusso anche col premier israeliano Ehud Olmert che si trovava per l'occasione a Washington.