Bush: l’Iran non avrà le armi nucleari

da Washington

Le misure di sicurezza adottate dal governo dopo gli attacchi terroristici dell’11 settembre 2001 hanno reso l’America più sicura. Lo ha detto ieri il presidente George Bush in un discorso tenuto ad Atlanta, in Georgia. Ma Bush ha tenuto soprattutto a ribadire che Washington continuerà ad opporsi alla possibilità che Teheran acquisisca armi nucleari. «Davanti ai danni causati l’11 settembre dai terroristi, abbiamo pensato alle devastazioni che potrebbero causare delle armi di distruzione di massa», ha detto Bush.
«L’Iran non deve più sostenere il terrorismo. Deve smettere di venir meno ai suoi obblighi internazionali e non deve dotarsi di armi nucleari», ha detto il presidente.
Da Washington, il portavoce della Casa Bianca, Tony Snow, ha replicato anche alla proposta rilanciata dal presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad di un dibattito con Bush davanti all’Assemblea generale dell’Onu, che si terrà fra due settimane. Non ci sarà nessuno «duello-spettacolo» tra Bush e Ahmadinejad, ha detto Snow. Il presidente americano «farà il suo discorso, e in un altro momento il presidente Ahmadinejad, se l’assemblea generale lo vorrà, farà il suo».
Il segretario generale dell’Onu, Kofi Annan, ha concluso ieri a Madrid la sua missione sul Medio Oriente incontrandosi con il premier spagnolo Zapatero, che a sua volta ha ricevuto il capo negoziatore nucleare di Teheran, Ali Larijani. Annan ha invitato l’Iran a dare all’Occidente le garanzie che questo chiede sul nucleare, ma ha ribadito che «la soluzione migliore sarebbe quella del negoziato». A questo proposito, ha aggiunto, è molto importante l’incontro di sabato tra l’alto rappresentante per la politica estera europea, Javier Solana, e Larijiani.
Ma, ha detto l’ambasciatore britannico all’Onu, Jones Parry, se Solana non otterrà subito la sospensione dell’arricchimento dell’uranio, il Consiglio di sicurezza è pronto a varare le sanzioni all’Iran.