Bush licenzia il capo del suo staff

da Washington

Non è chiaro se sia l’inizio del grande repulisti, le pulizie di primavera alla Casa Bianca che i repubblicani conservatori auspicano per dare una scossa a una presidenza in difficoltà che annaspa nei sondaggi e affonda nel pantano iracheno. O se il presidente George W. Bush abbia semplicemente soddisfatto i desideri di un amico e collaboratore fedele e zelante, che non reggeva più i ritmi massacranti della Casa Bianca.
Fatto sta che Bush ha annunciato ufficialmente che Andrew Card, capo dello staff, dimissionario, se ne andrà il 14 aprile e sarà sostituito dal direttore del bilancio Josh Bolten. Da cinque anni e tre mesi, Card s’alzava all’alba ed era, ogni giorno, il primo ad arrivare in ufficio e, spesso, l’ultimo ad andarsene: l’uomo che accendeva e spegneva la luce della Superpotenza.
Per disegno, o perché non può farne a meno, Bush si libera dunque del migliore del suo team, una persona a lui leale, che aveva già lavorato con suo padre e che ha esperienza e competenza, e si affida a Joshua Bolten, nome biblico e taglio da marine. Il presidente fa come l’allenatore che, con la squadra sotto, tira fuori il migliore in campo, visibilmente stanco.
Chi chiedeva e continua a chiedere, a Bush di procedere a un rimpasto e di rinnovare una squadra a corto di fiato non pensava, necessariamente, a Card: la lista dei partenti potrebbe comprendere pezzi da novanta come il vicepresidente Dick Cheney, il cui indice di popolarità è la metà di quello del presidente, che già viaggia sui suoi minimi storici, e il segretario alla difesa Donald Rumsfeld, cui la Casa Bianca sarà, forse, prima o poi costretto ad addossare la responsabilità degli errori di valutazione e di programmazione nel conflitto iracheno.
E proprio mentre alla Casa Bianca cominciano le manovre di rinnovamento un illustre ex collaboratore del presidente Ronald Reagan ha chiuso per sempre gli occhi. Caspar Weinberger, che fu segretario alla Difesa dal 1981 al 1987, è morto all’età di 88 anni in un ospedale di Bangor, nello Stato del Maine. Weinberger ebbe un importante ruolo nella definizione della politica internazionale americana negli anni Ottanta: fu lui a convincere Reagan a portare avanti l’iniziativa di difesa strategica nota con il nome di «Guerre stellari», che portò al collasso finale l’economia già agonizzante dell’Unione Sovietica. Weinberger si dimise nel 1987 in seguito allo scandalo Iran-Contras.