Bush: «Minaccia inaccettabile» Immediata la condanna dell’Onu

Preoccupazione in tutto il mondo, ora Pyongyang rischia sanzioni da parte del Consiglio di Sicurezza. Solo Teheran «stecca»: garantire i diritti nordcoreani

Roberto Fabbri

Grande preoccupazione nel mondo dopo il test nucleare effettuato dalla Corea del Nord. Gli Stati Uniti, ha detto il presidente George W. Bush in una dichiarazione letta dopo consultazioni con i leader di Cina, Russia, Giappone e Corea del Sud (gli altri quattro Paesi che compongono il «gruppo dei Sei» che cerca una soluzione negoziata alla delicata questione del riarmo atomico nordcoreano), condannano duramente «l’atto provocatorio» e lo definiscono «una minaccia inaccettabile per la pace e la sicurezza internazionali».
«Ancora una volta la Corea del Nord ha sfidato la volontà della comunità internazionale - ha detto Bush -. E la comunità internazionale risponderà. Con i leader di Cina, Russia, Giappone e Corea del Sud abbiamo riaffermato l’impegno per una penisola coreana senza armi nucleari. E tutti abbiamo concordato che le azioni della Corea del Nord sono inaccettabili e meritano un’immediata risposta del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite». Bush ha proseguito mettendo in guardia Kim Jong Il e il suo regime da ulteriori azioni ostili. «Il regime nordcoreano - ha detto il presidente americano - rimane uno dei massimi proliferatori mondiali di tecnologia missilistica, con trasferimenti a Iran e Siria. Il trasferimento di armi o materiali nucleari dalla Corea del Nord a Stati o a entità non statali (riferimento a gruppi terroristici) sarebbe considerata una grave minaccia dagli Stati Uniti», e a quel punto «la Corea del Nord sarà pienamente responsabile delle conseguenze di tale azione». L’ambasciatore Usa all’Onu John Bolton ha detto che chiederà sanzioni sul commercio di armi nordcoreane e contro ogni attività finanziaria illegale». Nonostante le minacce, Bush conferma però che «gli Stati Uniti restano pienamente impegnati nell’azione diplomatica. Continueremo a proteggere noi stessi e i nostri interessi e ho ribadito ai nostri alleati nella regione, inclusi Corea del Sud e Giappone, che gli Stati Uniti rispetteranno l’intera gamma dei loro impegni di dissuasione e di sicurezza». Intanto il segretario di Stato Rice si è attivato con una serie di telefonate a diplomatici di numerosi Paesi.
Le Nazioni Unite
L’esortazione di Bush alle Nazioni Unite è stata tempestivamente raccolta. Il segretario generale Kofi Annan ha manifestato la sua «forte preoccupazione» ma soprattutto il Consiglio di Sicurezza ha espresso la sua «forte condanna» e ha chiesto che riprendano al più presto i colloqui dei Sei. L’organismo ha chiesto a Pyongyang di astenersi da ulteriori test atomici e discuterà ora le «misure appropriate»: è stata concordata una «risposta ferma e rapida».
Ue e Italia: inaccettabile
L’Unione europea giudica «inaccettabile» il test nordcoreano. Molto simili le parole del ministro degli Esteri italiano D’Alema, che ha espresso «vivissima preoccupazione».
Londra chiede sanzioni
Il premier britannico Tony Blair ha definito l’esperimento atomico nordcoreano «un atto del tutto irresponsabile». Il governo di Londra farà pressioni in favore di sanzioni per il mancato rispetto da parte di Pyongyang di una risoluzione del Consiglio di Sicurezza.
Mosca: «Condanna categorica»
Il presidente russo Vladimir Putin ha condannato «in modo categorico» l’esperimento nordcoreano «che reca danni enormi alla processo di non proliferazione delle armi di distruzione di massa nel mondo».
Pechino: «Un oltraggio»
Una breve nota del ministero degli Esteri cinese definisce «oltraggiosa» la decisione di Pyongyang, presa ignorando «l’opposizione di tutta la comunità internazionale».
Teheran ambigua
L’Iran ha evitato una condanna chiara. «Siamo essenzialmente per un mondo senza armi atomiche», ma i diritti di Pyongyang devono «essere garantiti da negoziati».