Bush: niente più appoggi a Fatah se entrerà nel governo di Hamas

Intanto il partito degli integralisti cambia la bozza di programma

da Gerusalemme

L’Amministrazione Bush tratterà Fatah alla stregua di Hamas se il partito palestinese del presidente Abu Mazen entrerà in un governo guidato dal movimento islamico. Lo hanno riferito fonti diplomatiche occidentali nelle ore in cui a Gaza riprendevano i colloqui tra Hamas e gli altri movimenti per la formazione del nuovo esecutivo. Finora Fatah si è rifiutata di entrare nel governo se prima Hamas non cambierà il suo programma politico che prevede tra l’altro la distruzione dello Stato di Israele. Il timore Usa, secondo quanto riferiscono le fonti, è che l’ingresso nel governo di un partito che si è impegnato a una soluzione negoziale con Israele possa aiutare Hamas a rompere l’isolamento internazionale senza la rinuncia alle sue posizioni più estreme. Per questo in caso di ingresso nel governo a Fatah verrebbero applicate le stesse restrizioni che valgono per Hamas in quanto organizzazione terroristica: nessun contatto diretto e nessuna forma di assistenza.
Intanto i dirigenti di Hamas stanno preparando una nuova bozza di programma per il loro governo allo scopo di convincere Al-Fatah e altre formazioni palestinesi a entrare nel futuro esecutivo. Lo ha detto Salah Bardawil, portavoce del gruppo parlamentare del movimento islamico vincitore delle elezioni palestinesi del 25 gennaio. Bardawil si è augurato che il nuovo programma sia «accettabile per tutti».
Hamas, come molti avevano previsto, sta facendo i conti con le differenze esistenti tra la sua visione radicale e quella più moderata di Al-Fatah e di altri partiti che sono favorevoli a una soluzione negoziata del conflitto fondata sull’idea di «due Stati». Distanti sono anche le posizioni sul riconoscimento degli accordi con Israele firmati in passato dai palestinesi, una possibilità che Hamas almeno per il momento tende a escludere.