Bush parla all'America e conferma: in Irak altri 21.500 soldati

Il presidente annuncerà l'invio di altre truppe stasera, nel discorso alla Nazione. Riviste anche le regole d'ingaggio per consentire alle truppe irachene di spingersi nelle aree fino a ora proibite. Piano di aiuti economici

Washington - Il presidente degli Stati Uniti George W. Bush annuncerà il potenziamento del contingente militare in Irak: arriveranno altri 21.500 uomini, ed ammetterà per la prima volta che è stato un errore non rafforzare prima le forze Usa per combattere la crescente violenza nel paese. Nel suo discorso alla Nazione, in programma questa sera alle 21 (le tre di notte in Italia) il presidente presenterà anche un pacchetto di iniziative economiche per aiutare gli iracheni. Ma il punto principale, e più controverso del piano, anticipato da fonti del Congresso e dell'amministrazione, è quello dell'incremento delle truppe. Che, per il presidente, secondo alcune anticipazioni, serviranno anche a rafforzare "le azioni contro gli interventi siriani e iracheni che minacciano le forze della coalizione", e a rendere più deciso l'impegno a contrastare l'influenza dei due Paesi in Iraq
I democratici hanno già reagito con una raffica di critiche e di iniziative al piano di Bush di aumentare, anche se temporaneamente, la presenza delle truppe americane in Iraq. I democratici intendono dare battaglia, mettendo ai voti, sia alla Camera che al Senato, risoluzioni contrarie all'aumento delle truppe. Le risoluzioni, però, avranno solo valore simbolico e non avranno il potere di alterare le decisioni del presidente. “Ci stiamo muovendo nella direzione sbagliata”, ha commentato il senatore democratico Robert Byrd. Il più aggressivo nell'opposizione alla nuova strategia di Bush è stato il senatore Ted Kennedy, che ha definito “un immenso errore” l'incremento delle truppe cha sarà annunciato stasera dall'inquilino della Casa Bianca. Kennedy presenterà al Senato una misura per bloccare l'invio di nuove truppe in Iraq e lo stanziamento di altri fondi per la guerra finché il Congresso non avrà approvato la nuova strategia del presidente Bush. Da domani inoltre al Congresso saranno avviate audizioni, da parte di varie commissioni controllate dai democratici, per esaminare le scelte fatte dagli Stati Uniti in Iraq e per individuare possibili alternative alla strategia annunciata da Bush. Tra i testimoni convocati al Congresso c'è anche il segretario di stato Condoleezza Rice.

Il funzionario della Casa Bianca Dan Bartlett ha sottolineato che la nuova strategia che sarà annunciata stasera da Bush potrà contare su un appoggio massiccio, in termini di truppe, da parte del governo iracheno che in passato non ha sempre mantenuto le sue promesse in materia. Saranno inoltre cambiate, ha anticipato Bartlett, alcune delle regole di ingaggio consentendo alle truppe irachene di spingersi in aree dove finora non si erano avventurate, per por fine alla violenza settaria. “La maggioranza degli americani non è soddisfatta dei progressi in Iraq - ha detto Bartlett -. Anche il presidente Bush non è soddisfatto. Ammetterà stasera che l'attuale strategia non sta funzionando”.

La nuova strategia di Bush prevede spese supplementari per per circa 7 miliardi di dollari per l'invio delle truppe e per il programma di aiuti. Questa somma andrà ad aggiungersi agli oltre 100 miliardi di dollari del costo della guerra nel 2007.