Bush pone il veto al ritiro delle truppe dall'Iraq

Prosegue il braccio di ferro tra la Casa Bianca e il Congresso a
maggioranza democratica.
Come aveva minacciato il presidente Usa ha posto il veto al progetto di
legge che vincolava il rifinanziamento delle missioni militari statunitensi all’estero al ritiro
dall’Iraq entro marzo 2008

Washington - Prosegue il braccio di ferro tra la Casa Bianca e il Congresso a maggioranza democratica. Come aveva minacciato, George W. Bush ha posto il veto presidenziale al progetto di legge che vincola il rifinanziamento delle missioni militari statunitensi all’estero al ritiro dall’Iraq tra il primo ottobre 2007 e fine marzo 2008. Sebbene vi sia l’impegno delle parti a lavorare insieme per un nuovo testo di legge che possa assicurare i 124 miliardi di dollari per finanziare le missioni in Afghanistan e in Iraq, non vi sono al momento indicazioni di un possibile compromesso.

«I membri della Camera dei Rappresentanti e del Senato hanno approvato un progetto di legge che antepone le considerazioni dei politici al giudizio dei nostri comandanti militari. Quindi pochi minuti fa ho apposto il veto», ha annunciato ieri il presidente degli Stati Uniti, che per la seconda volta nei suoi due mandati ha fatto ricorso a questa prerogativa. «Fissare una data per il ritito significa fissare una data per la sconfitta e questo sarebbe da irresponsabili», ha aggiunto il presidente, mentre fuori dalla Casa Bianca manifestanti pacifisti scandivano slogan contro la guerra.

Il veto è stato posto esattamente quattro anni dopo il discorso in cui il presidente pronunciò il fatidico "Missione compiuta", un’affermazione smentita dai fatti, nonostante il rovesciamento del regime di Saddam Hussein. Una conferma che l’intesa con i democratici non sarà facile viene da una serie di dichiarazioni dei leader democratici. La presidente della Camera dei rappresentanti, Nancy Pelosi: «Il presidente vuole un assegno in bianco. Il Congresso non ha intenzione di firmarglielo». Le ha fatto eco il leader della maggioranza democratica al Senato, Harry Reid: «Se il presidente crede che con il veto ci impedirà di lavorare per fare cambiare direzione a questa guerra si sbaglia di grosso. Ora ha l’obbligo di chiarire i suoi piani per mettere responsabilmente fine a questa guerra».