Bush, pressing su Olmert e Mazen

La conferenza di Annapolis si è chiusa, e il presidente americano rilancia subito l'iniziativa per l'intesa fra Israele e Anp, dopo sette anni di stallo. Ahmadinejad attacca: "Israele non durerà"

Roma - La conferenza internazionale sul Medio Oriente ad Annapolis si è appena conclusa, e a Washington già si ricomincia; anzi, in qualche modo è come se si iniziasse da capo, dal momento che i negoziati di pace israelo-palestinesi erano rimasti bloccati per ben sette anni consecutivi. Sull’esito del consesso nel Maryland sono subito piovute critiche e anatemi dalle estremità contrapposte dello scenario geo-politico, e regna comunque grande scetticismo. Il capo del Likud all’opposizione, Benjamin Netanyahu, si è affrettato a chiedere ai partiti conservatori che appoggiano la coalizione di governo israeliana di uscirne al più presto, e ha accusato ancora Olmert di svendere il Paese. L’Iran di Mahmoud Ahmadinejad assicura che «Israele non sopravviverà». La Siria riconosce che è stato compiuto un passo avanti, ma insiste sul «totale ritiro degli occupanti dalle terre arabe», compreso il Golan che le fu strappato nel ’67.

Quanto ai radicali palestinesi di Hamas, è come se Annapolis non fosse nemmeno esistita. L’obiettivo di arrivare a un accordo di pace complessivo tra Israele e l’Autorità Nazionale Palestinese entro la fine del 2008 è comunque stato sancito, ed è un elemento che nessuno può ignorare. Anche perchè la stessa Russia vuole fornire un contributo, e il suo ministro degli Esteri, Serghei Lavrov, ha annunciato che il seguito della Conferenza negli Usa si terrà proprio a Mosca, con tempi e ordine del giorno da stabilirsi. E anche perché oggi Bush riceve nell’ordine alla Casa Bianca, dapprima separatamente, il leader dell’Anp, Mahmoud Abbas alias Abu Mazen, e il premier dello Stato ebraico, Ehud Olmert; seguirà una riunione a tre, e infine l’appuntamento sarà suggellato da un’apparizione in pubblico collettiva, in programma nel Giardino delle Rose quando in Italia saranno da poco passate le 20.

«Sarà un pò come dopo aver partecipato a una festa», ha scherzato la portavoce di Bush, Dana Perino, la quale ha però avvertito che non si tratterà di un colloquio da prendere alla leggera. Si fa subito sul serio. «Il presidente ha dichiarato di essere impegnato per la pace, ed è esattamente quello che intende», ha puntualizzato Perino. «Lui ha una mente aperta, e tiene la propria porta spalancata. Anche le linee telefoniche sono libere, e le parti potranno chiamarlo in qualsiasi momento. Penso», ha sottolineato, «che questo sia uno dei punti su cui insisterà oggi con gli ospiti».

La prima riunione della commissione congiunta israelo-palestinese, con compiti preparatori e di coordinamento delle trattative, è prevista per il 12 dicembre; e nel frattempo Olmert e Abu Mazen continueranno a incontrarsi regolarmente, a cadenza quindicinale. Olmert ha avvertito che forse la scadenza pattuita di fine 2008 non potrà essere rispettata, ma ha garantito il massimo sforzo. Piaccia o no, si ricomincia.