Bush rilancia: "Guerra al terrorismo massima priorità per gli Usa"

La priorità della Casa Bianca resta la guerra al terrorismo e la protezione del paese dai possibili attacchi. Bush riafferma la sua stregia: "Il Congresso è cambiato. Ma non gli obblighi verso la nazione"

Washington - In cima alle priorità della Casa Bianca resta la guerra al terrorismo e la protezione del paese dai possibili attacchi dei terroristi. "Il Congresso è cambiato. Ma non gli obblighi verso la nazione. Dobbiamo vincere la guerra contro il terrorismo e mantenere l'America sicura". Lo ha riferito il presidente degli Stati Uniti George W. Bush al termine del consiglio dei suoi ministri, in un giorno particolarmente delicato per la politica americana. Domani, infatti, s’insedierà la nuova maggioranza democratica alla Camera e al Senato. Bush nei prossimi due anni non potrà non tenere conto del nuovo equilibrio politico venutosi a creare al Congresso a seguito delle ultime elezioni del Mid Term.

Il presidente ha preannunciato anche che intende riportare il bilancio degli Stati Uniti in riequilibrio entro il 2012 e rendere permanente l'abbassamento delle imposte. “Il prossimo mese - dice Bush al termine di un vertice alla Casa Bianca con i suoi collaboratori - sottometterò al Congresso una proposta di bilancio quinquennale che punta a portare in riequilibrio il bilancio federale entro 5 anni”. Tra le priorità indicate da Bush nel bilancio quinquennale c’è il sostegno alla crescita rendendo permanenti i tagli fiscali. Il presidente Usa insiste anche sulla necessità di riforme per le pensioni e la sanità. “Abbiamo bisogno - spiega - di riformare la sicurezza sociale e il sistema sanitario, in modo da consentire alle giovani generazioni di beneficiare di questi programmi senza portare l'economia alla bancarotta”. Il presidente ha precisato che si devono "spendere in modo saggio i soldi della gente. Spero che Repubblicani e Democratici trovino terreno comune per lavorare in modo costruttivo per il nostro paese".

Sull'impiccagione di Saddam Hussein Bush ha preferito non spendere altre parole, sottolineando che si tratta di un tema che deve essere discusso a Bagdad ma non a Washington.