Bush ritorna a New Orleans il capo dei soccorsi se ne va

Terza visita del presidente Usa in città: «Nessun razzismo negli aiuti». Si dimette il responsabile della Protezione civile

da New Orleans

È arrivato a New Orleans inseguito da sondaggi che solo a buttare un occhio ti mettono di cattivo umore. Secondo Newsweek solo il 38% degli americani approva il suo operato nei giorni di Katrina mentre il 55% lo boccia senza appello. Il presidente Bush è atterrato con l'Air Force One all'aeroporto internazionale della città, poi sull'elicottero presidenziale ha raggiunto la nave anfibia d'assalto Iwo Jima dove ha passato la notte e preteso un rapporto sull'andamento dei soccorsi dall'ammiraglio Thad Allen, nominato venerdì responsabile delle operazioni sul campo al posto del direttore della Fema Michael Brown. Brown che il licenziamento tanto bene non l’ha preso se ieri si è dimesso da responsabile della Protezione civile ma «nell’interesse dell’Agenzia e del presidente Bush». Nessuno si è sorpreso, la notizia era nell’aria da tempo. Poi il sopralluogo, il terzo, della città ancora allagata per metà. New Orleans, poi Gulfport, in Mississippi, dove ieri ha aperto la prima scuola. Viaggiando in piedi sulla piattaforma di un autocarro militare, chinandosi per schivare rami bassi e fili elettrici penzolanti, il presidente ha voluto ispezionare tutto. I segni di recupero sono timidi, ma ci sono. L'aeroporto ha riaperto il traffico cargo mentre da oggi arriveranno i primi voli di linea, 30 al giorno contro i 174 voli di prima. Nelle zone non più coperte dall'acqua è cominciata la raccolta dei detriti e della spazzatura e le autorità della contea di Plaquemines, in Louisiana, hanno autorizzato la gente a tornare a casa.
Il presidente ne ha approfittato per difendersi attaccando. Le accuse sono due: la guerra in Irak ha frenato i soccorsi e il ritardo degli interventi è colpa anche dell’indifferenza della Casa Bianca per gli afro-americani. Punto primo: «Non è vero che l’Irak ha sottratto uomini ad altri impegni: abbiamo truppe a sufficienza per affrontare entrambi i compiti». Punto secondo: «Non è vero che la razza abbia influito sulla risposta del governo al disastro: l'uragano non ha fatto discriminazioni quando ha colpito ed egualmente le operazioni di soccorso non faranno distinzioni». Adesso però «il Congresso dovrebbe concedere al governo maggiore poteri per rispondere subito alle crisi, senza aspettare prima la richiesta dei singoli Stati: dobbiamo tutti imparare dalle lezioni del passato».
Ieri in un ospedale sono stati ritrovati quarantacinque corpi senza vita, cosa abbastanza strana visto che la struttura, dicono, era stata evacuata una settimana prima, ma a New Orleans adesso basta poco per ritrovare un sorriso. Una vittoria dei Saints di football americano per esempio. Non hanno più il Superdome, non sanno dove giocheranno le prossime partite in casa, ma ieri nella prima giornata hanno battuto in trasferta i Carolina Panthers per 23-20, i tre punti decisivi messi a segno a due secondi dalla fine. Dice il regista dei Santi Aaron Brooks: «Crediamo in quello che facciamo perchè ogni volta che andiamo in campo vogliamo infondere la speranza che domani sia un giorno migliore». Parole Saints...