Bush a Roma, liberi gli otto fermati dopo gli scontri con la polizia

Convalidati gli arresti, ma tornano a casa gli otto fermati per i disordini di sabato. Il processo per direttissima si svolgerà il prossimo 11 luglio

Roma - Tornano tutti in libertà gli otto giovani arrestati sabato scorso durante il corteo di protesta per la presenza a Roma del presidente americano George W. Bush. I giudici della IV sezione del tribunale penale di Roma, presieduti da Stefano Meschini, ha convalidato gli arresti, disponendo però l’obbligo di firma, nei giorni di martedì, giovedì e sabato, per uno solo dei manifestanti fermati dalla forze dell’ordine. Il pm Andrea Mosca aveva chiesto la convalida degli arresti con la conseguente applicazione per tutti della custodia cautelare in carcere. Il prossimo 11 luglio si svolgerà il processo per direttissima. I difensori di alcuni degli imputati hanno preannunciato la richiesta di rito alternativo.

Gli arrestati Davanti ai giudici sono comparsi oggi Mauro Curcuruto, di 20 anni, di Roma: Daniel Melin, originario della Slovenia, di 33; Simon De Martino, di 20 anni, di origine francese; Alessandro Settepani, di 21 anni, di Perugia; Chiero Puletto, di 25 anni, di Roma; Halli Maharam, di 29 anni, originario del Bangladesh; Seres Akos, di 25 anni, origine dell’Ungheria e Maurizio Deiana, di 28 anni, di Roma. Tutti sono stati rimessi in libertà. Per il solo De Martino è stato disposto l’obbligo di firma per tre volte la settimana al commissariato più vicino al suo domicilio. Questo perchè il giovane è stato trovato in possesso di biglie e di una fionda.

I reati Agli otto sono sono stati contestati i reati di violenza, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni. Con riferimento al reato di resistenza a pubblico ufficiale, viene loro contestata anche il riferimento alla legge creata dopo la morte dell’ispettore Raciti che ha previsto l’aggravante nel caso in cui la stessa "sia commessa mediante il lancio o l’utilizzo di corpi contundenti o antri oggetti atti a offendere, compresi artifici pirotecnici, in modo da creare pericolo alle persone". I disordini per i quali gli otto sabato scorso sono stati arrestati sono avvenuti a Corso Vittorio, nel pieno centro di Roma, tra piazza della Cancelleria, via dei Baullari e piazza Navona, a pochi di metri dalla destinazione finale del corteo.

Gli scontri Con il volto coperto da caschi e bandane, circa 300 persone cominciarono a lanciare bottiglie, pietre ed altri oggetti contro polizia e carabinieri che bloccavano le strade. Inizialmente gli agenti non reagirono alle provocazioni; solo in serata le forze dell’ordine reagirono, caricando i manifestanti, disperdendoli e arrestando poi gli otto oggi davanti ai giudici. Negli scontri, durati circa mezzora, furono prese di mira anche le vetrine di due banche lungo corso Vittorio.