Bush a Roma, minaccia black bloc contro il presidente. La Capitale è blindata

Crescono i timori per la visita del presidente Usa. I manifestanti assicurano: &quot;Sarà una protesta pacifica&quot;. E' gelo tra governo e Stati Uniti, <strong><a href="/a.pic1?ID=182943" target="_blank">George incontrerà il Cavaliere</a></strong>

Roma - Dopo gli scontri di domenica tra i black bloc e le forze dell’ordine al G8 tedesco di Rostock, e la contestazione subita da Prodi a Trento da parte di un gruppo di attivisti che si oppongono all’ampliamento della base militare di Vicenza, sale l’allarme per l’arrivo a Roma del presidente Bush.

Il timore dell’antiterrorismo è che dalla Germania i contestatori stranieri si spostino nella capitale, ormai tappezzata da manifesti no-war, per partecipare alle manifestazioni contro il presidente degli Stati Uniti organizzate sabato mattina dai Cobas e dai movimenti antagonisti. Alle frontiere e negli scali marittimi dei paesi più «caldi» - Grecia, Spagna, Germania, Austria, Gran Bretagna e Francia - i controlli sono stati intensificati. In allerta anche la polizia ferroviaria, nel timore che arrivino gruppi sparsi di contestatori violenti. Un allarme ingiustificato e soprattutto «strumentale», dicono i manifestanti. Che respingono le voci sulla presenza a Roma di un «blocco nero». «Sarà una manifestazione pacifica e determinata, non sarà un’altra Rostock», garantisce Francesco Raparelli, del Comitato 9 giugno, che raccoglie le diverse sigle contro il cosiddetto No Bush/No War day. Questo se potrà scorrere liberamente e se la questura avrà un atteggiamento «responsabile». Altrimenti chissà. C’è anche il rischio, segnalato dal Dipartimento di pubblica sicurezza, di azioni dimostrative anti-Bush contro obiettivi sensibili - quali ambasciate, consolati, basi militari - o sedi di personalità Usa in Italia, che potrebbero arrivare da ambienti estremisti vicino all’eversione terroristica.

Per garantire la sicurezza del presidente americano saranno impiegati dai 6mila agli 8mila uomini. Ma la capitale, seppur supersorvegliata, non sarà militarizzata e non ci saranno zone rosse o manifestazioni negate. Almeno così ha assicurato il prefetto Achille Serra, che domani durante il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza metterà a punto con le forze dell’ordine gli ultimi dettagli della macchina organizzativa che dovrà garantire l’incolumità del presidente George W. Bush e della sua folta delegazione dal momento in cui l’Air Force One atterrerà nella capitale, venerdì sera. Sabato mattina il presidente sarà ricevuto al Quirinale dal presidente Napolitano, dopo andrà in Vaticano per il suo primo incontro con Papa Benedetto XVI.

Poi ci sarà l’appuntamento che più di ogni altro preoccupa i responsabili della sicurezza: l’escursione turistica alla Basilica di Santa Maria in Trastevere, seguita da una visita alla Comunità di Sant’Egidio, famosa in Italia e nel mondo non solo per le sue iniziative di carità ma anche per quella diplomazia «parallela» in molte aree di crisi che le ha fatto guadagnare il nome di piccola «Onu di Trastevere». Trastevere, appunto. Un reticolo di stradine e vicoli inadatti al passaggio del convoglio presidenziale, ovunque tetti e terrazze comunicanti, facile nascondiglio per cecchini e malintenzionati, una zona dove sarà difficile soddisfare i requisiti minimi di sicurezza normalmente garantiti. Alle 14 Bush sarà a Palazzo Chigi per incontrare Prodi e per una colazione di lavoro. Presidente e consorte soggiorneranno a Villa Taverna, la residenza dell’ambasciatore americano ai Parioli. La sera è confermato l’unico appuntamento non istituzionale del presidente degli Stati Uniti, con Silvio Berlusconi. Bush sarà protetto da una prima scorta ravvicinata formata solo da agenti americani, poi seguirà quella dei corpi speciali italiani. I percorsi seguiti dal corteo presidenziale sono coperti da massimo riserbo e saranno comunque blindati, con la possibilità all’ultimo momento di muoversi in elicottero. I caccia saranno pronti ad alzarsi in volo per intervenire. Presenti anche elicotteri in assetto Smi con il compito di contrastare la minaccia che potrebbe arrivare da piccoli velivoli. Traffico aereo chiuso e aeroporti protetti da batterie di missili antiaereo. E poi cassonetti sigillati, tombini saldati, tiratori scelti sugli edifici, cani antiesplosivo e strade chiuse all’improvviso.