Bush senza confini: Universo vietato ai nemici degli Usa

Dopo 10 anni cambia la politica nello spazio. Il retroscena «cinese»

Alberto Pasolini Zanelli

da Washington

Lo Spazio è e resterà off limits per gli avversari dell’America. Bush ha firmato un «ordine» che rende operativa una nuova politica in proposito, basata su una vecchia determinazione di questo presidente. Coerentemente con tutte le sue enunciazioni precedenti in proposito, ma in contrasto con il «formato» cui si erano attenute le amministrazioni precedenti, l’attuale inquilino della Casa Bianca ribadisce le sue scelte strategiche: lo Spazio non diventerà una zona di disarmo. Lo Spazio è da considerare come una frontiera in più per gli Stati Uniti. Qualsiasi intromissione di Paesi considerati ostili sarà contrastata duramente dall’America. Di conseguenza, non ci saranno negoziati internazionali su una limitazione o controllo degli armamenti nello Spazio. Bush ha precisato tuttavia che questo diniego non va considerato come il preludio a una decisione americana di mettere in orbita ordigni bellici; anche se è scontato che alcuni Paesi, fra cui la Russia, probabilmente vedranno le cose proprio in questo modo. Gli Stati Uniti si riservano comunque il diritto di prevenire sviluppi in qualche modo minacciosi «per gli interessi americani» e «sconfiggeranno ogni avversario che li minacci».
Il documento rappresenta la prima revisione della politica americana in proposito dopo la «sistemazione» del 1995, che partiva dalla constatazione della fine della Guerra Fredda. Nel 1993 una delle prime decisioni del presidente Clinton fu di abbandonare la Iniziativa di Difesa Strategica lanciata da Reagan e comunemente nota come «Scudo Stellare» e dai critici come «Star Wars», in riferimento al film di grande successo. Essa consisteva nell’auspicata costruzione di uno Scudo di laser che si incaricasse di «intercettare e distruggere» missili nucleari lanciati verso l’America. La proposta di Reagan era integrata con la disponibilità a trasferire all’Unione Sovietica una parte dei dati, per sottolineare che si trattava di una tecnologia puramente difensiva. Questa formulazione apriva tuttavia una nuova fase della corsa agli armamenti fra le due Superpotenze di allora e la sua enunciazione decise Gorbaciov a liquidare le pretese imperiali di Mosca, avviando così la dissoluzione dell’alleanza militare dell’Est e poi della stessa Urss.
La Sdi è stata rilanciata ben presto dall’attuale Amministrazione, in un contesto però molto diverso, non più basato sulla deterrenza e sulla protezione degli Usa da una potenza rivale bensì sulla auspicata costruzione di un «ombrello» nucleare che renda gli Stati Uniti invulnerabili a un attacco esterno da qualsiasi direzione mettendoli dunque in grado di lanciare «guerre preventive» senza sentirsi minacciata direttamente, almeno sul piano nucleare-strategico.
L’«ordine esecutivo» annunciato da Bush rappresenta uno sviluppo sulla medesima linea. Non in sé nuovissimo. È stato firmato in agosto, ma adesso viene rivelato ufficialmente, mediante un documento che il governo di Washington ha messo in circolazione sul sito web per la scienza e la tecnologia e segue di poche settimane un incidente con la Cina fino ad ora taciuto dalle autorità statunitensi. Il direttore dell'Ufficio nazionale per la ricognizione, Donald Kerr, ha rivelato che in settembre un satellite americano è stato «dipinto», ossia inquadrato, da un laser cinese. Non è stato specificato se si sia trattato di un tentativo da parte di Pechino di disturbare le comunicazioni del satellite. «La libertà di azione nello Spazio - è l’enunciazione centrale - è importante per gli Stati Uniti quanto il potere aereo e quello navale. Il documento è anche in rapporto a eventuali sviluppi commerciali, in particolare del settore privato, in forte espansione nello Spazio».
Ma l’aspetto militare è predominante. Secondo i critici del presidente, anche americani, contiene una dose di rischio, soprattutto perché potrebbe fomentare un rilancio della corsa agli armamenti. Il presidente russo Putin si riferiva a questo quando annunciò, qualche mese fa, lo sviluppo di un nuovo tipo di missile strategico, che definì capace di «aggirare» lo Scudo americano.