Bush: «Sventato un attacco alla torre di Los Angeles»

Nel 2002 Al Qaida voleva un altro massacro: un aereo doveva essere dirottato contro la Library Tower, alta 310 metri. Il progetto bloccato dagli 007 Usa

Marcello Foa

Si chiama «Library Tower», è il grattacielo-simbolo di Los Angeles e nel 2002 era nel mirino di Al Qaida. Un’azione ancora una volta spettacolare, condotta non più da terroristi arabi, ma dell’Asia orientale (sembra della Malaysia), per aggirare i controlli. Ancora una volta a bordo di un aereo dirottato. Il commando progettava di «aprire una breccia nella porta della cabina di pilotaggio utilizzando esplosivi nascosti nelle scarpe», come ha rivelato ieri il presidente americano George W. Bush durante un discorso pronunciato alla National guard association di Washington. Poi, appena neutralizzati i piloti, lo avrebbero fatto schiantare contro la torre più famosa della California, alta 310 metri, che ora peraltro ha cambiato nome e si chiama Us Bank Tower. Mente del piano, ancora una volta, Khalid Sheik Mohammed, l’ideatore dell'11 settembre. Al suo fianco l’indonesiano Riduan Isamuddin, meglio noto con il nome di battaglia Hambali, uno dei capi del gruppo terroristico Jemaah Islamiyah; sarebbe stato lui a individuare i quattro kamikaze con gli occhi a mandorla. Lui a mandarli in Afghanistan nell’ottobre 2001 a incontrare Osama Bin Laden, che «benedisse» l’operazione. Lui a escogitare il trucco delle scarpe imbottite di esplosivo, analoghe a quelle che nel dicembre 2001 furono trovate ai piedi di Richard Reid, il terrorista britannico di Al Qaida che voleva far saltare un aereo di linea sull'Atlantico. Ma l’antiterrorismo Usa riuscì a sventare l’attentato su Los Angeles, grazie all’arresto in un imprecisato Paese del Sud Est asiatico di uno dei capi operativi di Al Qaida, la cui identità non è stata rivelata.
Un Bush di nuovo agguerrito che torna a sensibilizzare gli Usa sul terrorismo.
In realtà la notizia di un attentato scongiurato a Los Angeles era già già stata annunciata parzialmente lo scorso ottobre. Inediti sono i dettagli e la tempistica. «Nelle settimane successive al crollo delle Torri Gemelle, il gruppo di Al Qaida stava già preparando una nuova strage», ha ammonito Bush, che peraltro nel suo discorso ha citato la «liberty tower», che è un grattacielo di Manhattan, anziché la «library tower»; un lapsus subito corretto dai portavoce governativi. Los Angeles doveva essere colpita l'11 settembre, nelle intenzioni di Mohammed Khalid Sheikh. Ma Bin Laden - secondo quanto ha raccontato lo stesso Mohammed alla Cia - ritenne troppo rischioso il piano e decise di rinviarlo di pochi mesi. Non si sa quale fosse la data prescelta, ma l’intelligence suppone che la cellula di Al Qaida intendesse entrare in azione entro l’estate del 2002.
«Oggi Al Qaida è indebolita e sgretolata», ma il Paese non deve abbassare la guardia, ha avvertito il leader statunitense. «Quando i terroristi sono costretti a trascorrere il loro tempo a nascondersi per sfuggire alla morte o alla cattura diventa difficile per loro pianificare e compiere attentati contro gli Stati Uniti». Ma il fatto che non ci sia stato un altro 11 settembre non deve creare illusioni: «Al Qaida può ancora uccidere».
Un Bush agguerrito. Un Bush che parla rivolgendosi più al Congresso che ai cittadini. Questi sono tempi non facili per la sua Amministrazione. Se fino all’anno scorso poteva contare sul sostegno quasi unanime sia dei repubblicani sia dei democratici, oggi il suo operato viene contestato sia a destra sia a sinistra. La Casa Bianca è nella bufera dopo lo scoop del New York Times, che lo scorso dicembre ha rivelato come il governo abbia autorizzato migliaia di intercettazioni telefoniche all’interno degli Stati Uniti, senza mandato giudiziario, dunque in apparente violazione della legge.
Bush si è giustificato sostenendo che le misure di emergenza previste dal «Patriot Act», lo autorizzavano ad agire in tal senso; ma il Congresso non ne è convinto e continua a pretendere chiarimenti. E fino a quando non li avrà ottenuti non è più disposto a concedergli libertà di manovra. Non è un caso che la Casa Bianca non riesca a ottenere la proroga annuale del «Patriot Act»; dalla fine dell’anno strappa solo rinnovi parziali. L’ultimo è stato firmato sei giorni fa ed è valido fino al 10 marzo.
L’intervento di ieri di Bush rappresenta chiaramente un tentativo di dimostrare l’efficacia di quel programma. Benché il presidente non lo abbia detto espressamente, funzionari della Casa Bianca non hanno smentito la possibilità che l’attentato di Los Angeles sia stato sventato anche grazie allo spionaggio della National security agency.
Esplicito, invece, è stato, ancora una volta, il monito rivolto a Iran e Siria: «Questi Paesi continuano a proteggere terroristi», ha dichiarato Bush. L’America non gradisce.