Un business che continua a non conoscere momenti di crisi

Il business aerospaziale e della difesa non conosce crisi, se in qualche area del globo la situazione economica e strategica porta a una riduzione dei bilanci della difesa, come sta accadendo oggi in Europa, in larga parte del resto del mondo accade esattamente il contrario: il Continente più caldo è quello asiatico, dove la crescita della potenza militare cinese porta a reazioni da parte di India, Giappone, Corea del Sud, Taiwan, Australia, Singapore, Malesia, eccetera. In Sud America, dopo lustri di relativa stasi, oggi si torna a spendere, basta pensare alla corsa agli armamenti scatenata dal Venezuela di Chavez e alla risposta da parte del Brasile, appena mitigata dal nuovo presidente, e di tanti altri governi.
Quanto agli Stati Uniti, il Paese che più spende per la difesa, la congiuntura economica che ha portato il presidente Obama a promuovere un piano lacrime e sangue per ridurre il debito pubblico, ha in larga misura risparmiato proprio la difesa: ne è una conferma la richiesta di fondi per il 2012 presentata dal Pentagono, che prevede ben 553 miliardi di dollari per il bilancio «base», al quale si dovranno aggiungerere altri 118 miliardi per finanziare le operazioni militari in Afghanistan e Iraq. In pratica il bilancio ordinario statunitense continua a crescere (la richiesta per il 2011 è stata di 549 miliardi) e al massimo rallenterà la sua corsa nei prossimi anni, a dispetto della pressione del Congresso. E chi pensava che con l’avvento di Obama gli stanziamenti «core» sarebbero scesi a 500 miliardi di dollari, si è sbagliato. Scenderanno i fondi di «guerra» (nel 2011 circa 159 miliardi), ma questo sempre che non scoppino nuove crisi o conflitti e che il disimpegno dall'Afghanistan avvenga nei tempi previsti. Per quanto riguarda il settore aeronautico commerciale, il peggio è decisamente superato, lo confermano i dati relativi ai nuovi ordini raccolti lo scorso anno dai costruttori di grandi aerei, così come di aerei regionali. I ritmi di produzione tornano quindi a crescere e così quelli delle consegne. Anzi, il problema è rappresentato dai ritardi accumulati nello sviluppo degli aerei di linea di nuova generazione.
Anche il comparto spaziale vede una domanda costante per le applicazioni civili, scientifiche e commerciali e una crescita robusta per il comparto militare e sicurezza. Tutto questo non significa che ottenere contratti e poi realizzare profitti sia facile, è vero il contrario, perché vincere gare internazionali in un contesto di feroce competizione è ben diverso che correre in mercati domestici, mentre la domanda dei clienti sta evolvendo e la corsa alla innovazione tecnologica non si ferma. Ma per chi riesce ad adattarsi in fretta alle nuove regole del gioco continuerà a prosperare.