Il business tra loculi e salme dimenticate

Salme dimenticate per 14 mesi nelle celle frigorifere della Asl. Cinquecento loculi destinati alle famiglie meno abbienti in realtà «svenduti» a chissà chi. Una società esterna pagata per gestire «privatamente» il camposanto che in realtà utilizza dipendenti, mezzi, automezzi e strutture dell’amministrazione cittadina. E, soprattutto, una serie di sospette irregolarità nella concessione di un doppio maxi appalto che vale la bellezza di oltre 15 milioni di euro. Ecco il documento esplosivo che ha dato la svolta all’inchiesta della procura abruzzese. Lo hanno firmato, e depositato in procura lo scorso 3 giugno, due sindacalisti Cobas-Fse: il primo, Mauro De Paolo, passa le sue giornate a mettere ordine tra le tombe del «San Silvestro»; l’altra, Silvana Sisti, fa il segretario nazionale della sigla di base.
All’origine dell’atto d’accusa ci sono una serie di coinvolgimenti, ruoli da definire, sovrapposizioni di compiti e di rapporti della Fidia, «la società a progetto promossa e costituita ad hoc dalla Delta Lavori Spa e Angelo De Cesaris Srl, e il Comune di Pescara per l’attribuzione del duplice appalto dei cimiteri Colli Madonna e San Silvestro». Solo per l’area di Colli Madonna, osservano i sindacalisti nell’esposto, il Comune pagherà 8 milioni e mezzo per 6 anni. «Tali somme non solo, come appare evidente, risultano essere esorbitanti, ma non sono neppure giustificate dal piano di sviluppo e proposte fino ad oggi attuate dalla Fidia». Già, perché, giusto per fare un esempio, anziché assumere personale, la Fidia avrebbe utilizzato dipendenti comunali.
Secondo la Fse-Cobas, poi, «i prezzi al pubblico per i servizi cimiteriali sono aumentati. Il Comune di Pescara avrebbe dovuto stilare anche una lista per l’attribuzione dei 500 loculi per famiglie a basso reddito, ma non si è saputo mai nulla». E che dire della salma dimenticata, «conservata da 14 mesi nell’obitorio della Asl di Pescara, di cui avrebbe dovuto farsene carico, per la tumulazione, proprio il Comune, ma anche qui purtroppo abbiamo dovuto constare una almeno cattiva gestione della cosa pubblica.
Il Comune non voleva pagare, la Fidia nemmeno e così sono passati mesi su mesi. Solo grazie alla segnalazione di un dipendente siamo riusciti a sollevare il problema e a obbligare le parti a farsi carico di quelle povere spoglie». Per non parlare di tutti i «prodotti abortivi e di amputazione che fino a qualche tempo fa venivano, a titolo gratuito, tumulati nei due cimiteri comunali e che, allo stato attuale, vengono invece abbandonati in sacchi neri nelle celle frigorifere dell’obitorio dell’Asl di Pescara poiché il servizio della società Fidia è diventato oggi a pagamento». I due sindacalisti, nel documento, hanno infine puntato l’indice anche sulle condizioni disagiate e di insicurezza in cui i dipendenti sono costretti a lavorare. A questo proposito De Paolo e Sisti fanno cenno a un altro scandalo sollevato mesi prima, quello «sull’ossario del cimitero, sottoposto a vincolo di sgombero, adibito addirittura a spogliatoio...».
GMC