Business sulla pelle dei bimbi

C’è un detto africano che dice: «Serve un intero villaggio per fare crescere un bambino». Credo che dietro questa semplice ed affettuosa frase si nasconda una profonda verità. Quel bambino deve essere protetto, circondato da affetto e fatto crescere con tutte le attenzioni che lo aiuteranno a diventare un uomo pieno di energia, forte della sua dignità pronto a crescere ed a lavorare per il bene della sua comunità e del suo Paese. Senza questa logica ci troveremo davanti ad esseri umani con una scarsa fiducia in se stessi, e laddove questa debolezza sia nata a causa di abusi psicologici o sessuali, addirittura con individui che trascineranno questo fardello doloroso e ingombrante per tutta la vita. Per liberarsi di questa ferita ci vuole un lavoro titanico e non sempre si riesce.
Credo che la crescita del prodotto interno lordo di un Paese sia profondamente legata al suo stato culturale ed alla dignità dei cittadini che lo compongono. Se i protagonisti di questa comunità sono stati vessati ed umiliati fin da piccoli, difficilmente saranno capaci di creare quel circolo virtuoso che porterà la loro nazione al benessere ed all'orgoglio di appartenervi. Voglio parlare quindi di un argomento delicatissimo e doloroso: la pedofilia, e tracciarne un parallelo con lo stato economico del nostro Paese. Vi do alcuni dati, a mio avviso raccapriccianti. Fino a qualche anno fa nella classifica delle attività illegali che generano danaro sporco c'erano al primo posto il traffico d'armi, poi il traffico di stupefacenti, la prostituzione e così via a scendere... Negli ultimi dieci anni, internet a creato una nuova opportunità. Rimane sempre al primo posto il traffico d'armi, per ovvie esigenze di copione come si dice a teatro, e quello scenario difficilmente cambierà, ma balza al secondo posto di questa triste hit parade la pedofilia, seguita da un triste gregario, il traffico di organi e quindi con un leggero distacco le altre attività. Quando parlo di pedofilia intendo foto, filmati, film (i famosi snuff movies dove si assiste in diretta ad una violenza su minore senza montaggi o effetti ma con l'unica perversione di assistere in diretta a qualcosa di realmente accaduto) e tutte queste cose generano la bellezza di 11 miliardi di euro all'anno solo nel nostro Paese. Sì, signori, 22.000 miliardi delle vecchie lire. Una «finanziaria» sulla pelle dei nostri figli, e questi dati riguardano solo l'italia. Questi dati sono stati forniti dalla polizia di Cuneo al termine di una conferenza stampa tenuta con la collaborazione di una coraggiosa organizzazione «Prometeo» che da anni si batte contro questi orrori. Un sito pornografico fattura in Italia una media di 90.000 euro al giorno, vendendo foto ed altro materiale che vanno dai 50 ai 300 euro ciascuno a seconda dell'abiezione rappresentata. La mafia russa ha investito pesantemente in questo settore.
Inoltre ricerche recenti sul traffico in rete hanno rivelato un numero esorbitante di persone che quotidianamente passano oltre un’ora e non casualmente all'interno di questi siti. Non sono autorizzato a dare il numero ma vi assicuro che è percentualmente al di fuori di ogni immaginazione. Così mentre cammino per strada cerco negli occhi della gente questo dolore, cerco di capire come si possa uscire da questa situazione, come si può aiutare questi individui ad uscire da questa catena di errori. E vorrei che queste poche righe invitassero ad una profonda e seria riflessione su questa piaga sottovalutata nel nostro Paese. È un invito che si estende naturalmente a privati cittadini ed a istituti religiosi dove dalle ricerche fatte sono avvenuti e continuano ad avvenire. Uno dei più famosi pedofili americani, un religioso reo confesso, è stato tranquillamente risistemato a Roma in una parrocchia del centro. Politici e professionisti previlegiati di tutto il mondo l'hanno fatta franca forti del loro potere economico e sociale e potrei raccontarvi migliaia di altri episodi avvenuti anche e soprattutto all'interno di nuclei familiari. Ma preferisco fermarmi. Vorrei tornare al parallelo tra la dinamica di un Paese ed alla sua rappresentatività. Noi abbiamo il dovere di spezzare questa rete che anche ad alto livello dà delle coperture a questa piaga: studi legali diventati quasi monopolisti dell'argomento che difendono con parcelle da 2000 euro al giorno casi di pedofilia eclatanti cercando di fare passare i bambini per mitomani o semplici bugiardi. O peggio ancora portando ad esempio l'Olanda dove c'è stato recentemente un neonato partito a favore della pedofilia. E per contro genitori che 2000 euro non li guadagnano neanche al mese che si trovano non solo nell'impossibilità di difendersi ma anche con l'umiliazione di vedere il proprio nome sporcato per sempre sui giornali. E come sapete la battaglia è impari, perché le vittime, la materia prima di questi «orchi», è sempre cercata nella povertà, dove c'è ignoranza, dove si può comprare un silenzio con pochi soldi.
Se pensiamo che questo avviene addirittura nel traffico degli organi, dove nel Sud dell'Italia figli di famiglie al limite dell'indigenza vengono rapiti e riportati a casa a breve senza un rene o una cornea con la complicità di cliniche private e medici e a volte tristemente anche dei genitori in cambio di qualche soldo. Curiosamente gli «orchi» appartengono spesso a classi agiate, non sempre, ma spesso, laddove la compulsività della propria vita ha bisogno di fughe verso la parte più triste e scura. Io credo ancora che le risorse per migliorare il nostro Paese sia nelle nuove generazioni, ma è necessaria da parte di giudici, polizia e magistratura rendere più fitte le reti, e ristabilita la legalità in questo campo permettere ai bambini di sentirsi forti della loro dignità e protagonisti di un mondo più sano.
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