Al «Busoni» frenesia di note con la Gilyak e la Nadzhafova

Bolzano-Bozen è la città dell'incontro-attrito italotedesco. In musica, può essere l'armonia delle due civiltà; e al concorso internazionale pianistico Busoni la tradizione lo ha affermato, accogliendo artisti e giurati delle due scuole anche con luminosi risultati.
Quest'anno, eccovi i vincitori: sei donne sei, di cui due russe, due ucraine, una georgiana, una croata, tutte dall'energica tecnica mirabolante, tanto più quando le note si infittiscono. Nessun primo premio, ma dei due secondi a pari merito, l'imponente frenesia di Dinara Nadzhafova, ucraina, cui sta stretto Chopin ahimé e largo Liszt, è stata acclamata quanto la russa Sofya Gulyak, rispettosa in Busoni ed eccellente macinatrice in Scrjabin.
Fra i pezzi scelti dalle esecutrici, nessun Mozart, nessuno Schubert: una serata massiccia. Se fossi un cane, alla fine mi sarei scrollato come uscendo dall'acqua tutte quelle note ed avrei respirato profondamente.