Busta da record con 114 francobolli

Ha impiegato due ore buone, facendosi anche aiutare dall’addetto allo sportello delle Poste. Ma alla fine c’è riuscito. E ha potuto inserire nella buca delle lettere quella busta da Guinness dei primati, affrancata com’era con 114 francobolli, la maggior parte da 1 centesimo, parecchi da 2 e qualcuno anche da 3. Poi Andrea Gandolfo, 34 anni, sanremese, di professione scrittore, se n’è andato soddisfatto, e soprattutto convinto che quella performance sarà molto difficilmente superabile: «Ho appiccicato i bolli - spiega adesso, senza nascondere l’evidente soddisfazione - su una busta di formato grande, ma regolamentare. Una dimensione superiore avrebbe richiesto la spedizione come pacco. E non avrebbe avuto valore agli effetti del riconoscimento del record».
Così invece il pacco è scongiurato. Resta, al di là di qualsiasi tentativo di imitazione, l’evidenza di un impegno non indifferente, anche dal punto di vista pratico: chi si è cimentato finora, al massimo, con l’affrancatura degli auguri natalizi sa bene cosa significhi ricorrere, in via prioritaria o addirittura esclusiva, alla lingua. Lui, invece, lo scrittore di Sanremo, non se n’è fatto un problema, anche per via di quella cortese disponibilità dell’impiegato delle Poste che si è prestato alla bisogna - non è dato sapere come, ma si immagina - per contribuire al successo dell’impresa.
E a quanti avessero la curiosità di sapere cosa conteneva la busta regolamentare tappezzata di 114 francobolli, Gandolfo non nega delucidazioni: «In realtà, era tutto regolare anche dal punto di vista del contenuto - sottolinea -. Nella busta-record, infatti, ho inserito un mio libro diretto alla Biblioteca di Bordighera». Neanche lo sfiora il fatto che, al momento di riceverla, i responsabili della Biblioteca possano rifiutarla, sospettando chissà quale sorpresa all’interno. «Ma se anche la rispedissero al mittente - conclude trionfalmente lo scrittore -, il primato da Guinness resterebbe comunque». Ed è quello che importa a lui, Gandolfo. Che nel frattempo ci tiene a far sapere che la lingua è secca, ma non ha subito danni.