La Butterfly della Scotto teme gli scioperi del teatro

Barbara Catellani

Un'indimenticabile Cio-cio-san, intensa e passionale, firma la regia di questa Madama Butterfly, attesa con timore e trepidazione - visti i tempi attuali, castigati da scioperi e cancellazioni - per domani sera al Carlo Felice. Al proposito il sindaco Pericu ha rivolto un appello ai lavoratori: «Lo sciopero è un diritto - ha detto - ma fermare la stagione in questo momento (sedicimila posti venduti per le otto repliche) significa dare un colpo definitvo al teatro».
Accantonata la paura, il grande soprano Renata Scotto ha presentato ieri mattina la sua interpretazione della celebre ed amatissima opera pucciniana, che per la seconda volta in questa veste calcherà la scena del nostro teatro. «La scenografia di Beni Montresor è spendida - ha dichiarato - abbiamo giocato tutto sulla luce intorno a Butterfly: trasparente e gioiosa nel primo atto a sottolineare l' animo puro e felice della giovane sposa per poi gradualmente mutare, affievolendosi, quando la speranza ormai si spegne».
Una regia raffinata, curata nei minimi dettagli, in cui essenziale è la rispondenza tra gesto, parola e musica, grazie anche alla direzione magistrale di Daniel Oren, la cui lettura conferisce allo spettacolo un colore davvero peculiare; e intensa la drammaticità, ad evidenziare la complessa evoluzione psicologica della fanciulla, dall'infantile eccitazione con cui attende nel suo microcosmo protetto e fantastico la nidiata del pettirosso al tragico epilogo, quando orgogliosa si toglie la vita, straziando il suo corpo innocente troppo presto profanato dalla grettezza e dall'ignoranza.
Un'opera che strugge, commuove, coinvolge… insomma, che ha tutti gli ingredienti dei capolavori pucciniani, condita con quel pizzico di esotismo così di moda nei primi del novecento che la insaporisce e che le dona la sua particolare personalità.
E delle innovazioni, delle arditezze novecentesche Puccini, che è grande maestro di teatro, fa tesoro, senza tuttavia mai offendere il suo amato pubblico, realizzando un indovinato connubio tra progresso e tradizione, tra dissonanze e slanci melodici appassionati, a tratti intensamente declamati, che violentano l'emotività, penetrano, affondano come lame nelle viscere di chi ascolta e vive il dramma: un dedalo di motivi e frammenti melodici intrecciati che si rincorrono, che si richiamano e si trasformano, un vortice che con forza impetuosa travolge, irretisce e miete vittime in platea, immancabilmente.
Il cast è brillante e domani vedrà nei panni della protagonista Micaela Carosi - subentrata a Doina Dimitriu - Francesca Franci nel ruolo di una personalissima Suzuki, Vincenzo La Scola in Pinkerton, Gabriele Viviani (Sharpless) e Mario Bolognesi (Goro).
Uno spettacolo che si propone di salutare degnamente il nostro Direttore Artistico, il M°Paolo Arcà, che dopo un intenso e proficuo lavoro passa il testimone al M° Alberto Triola, da tre anni eccellente Segretario Artistico: scelta felice, che certamente contribuirà ad aiutare il nostro teatro in un momento così delicato.