Buttiglione punta all’impresa: impedire il bis a Chiamparino

L’ex ministro è convinto di ribaltare i pronostici: «È ora che la città passi dal re alla repubblica»

da Torino

Una candidatura decisa in extremis e un pronostico che lo vede decisamente sfavorito, da una parte. La ferma convinzione di potercela fare e la compattezza del suo schieramento dall’altra. È questo il trampolino dal quale Rocco Buttiglione, presidente Udc, ex ministro ai Beni culturali, 58 anni a giugno, lancia oggi la sua sfida al sindaco uscente del centrosinistra Sergio Chiamparino, 58 anni a settembre, sostenuto da 9 liste. In palio la poltrona di primo cittadino di Torino, dove gli oltre 700.000 elettori alle politiche di aprile hanno premiato l’Unione mentre il Piemonte nel suo complesso ha preferito la Cdl. Una sfida difficile, dunque, ma non impossibile, come ha confidato qualche giorno fa Silvio Berlusconi venuto sotto la Mole a sostenere il suo ex ministro: «Mi aspetto delle buone sorprese - ha pronosticato - perché credo non ci sia nessuno in grado di valutare la reazione che i comportamenti della sinistra in questi primi giorni hanno prodotto in certi moderati». Convinzione condivisa da Buttiglione che ha dietro di sé 8 liste del centrodestra, compresa la Lega: «In questa città prevale una volontà monarchica. Si mugugna e poi si va dal re. Noi proponiamo una scelta repubblicana: cambiare il re».
Insieme con i candidati dei due Poli, scendono in lizza oggi altri sette aspiranti alla poltrona di primo cittadino, sostenuti da altre venti liste. Curioso il destino di «Fascismo e libertà», che dopo lo stop della commissione elettorale si presenta come «Censurato e libertà».