Button, il mago del meteo beffa tutti

L’importante per i ragazzi di rosso vestiti era andare in vacanza con qualcosa al collo che luccicasse. Il bronzo ungherese di Alonso non è l’oro di Jenson Button e neppure l’argento di quel furbacchione di Vettel, però fa bene al cuore e allo spirito. Soprattutto, conclude una serie di quattro gare di fila sempre a podio, un secondo posto, un primo, un secondo e un terzo.
Non è male. Tanto più visto come si erano messe le prime gare e visto lo sprofondo rosso che rischiava di inghiottire il Cavallino non più tardi di qualche mese fa. Invece no. La truppa nelle salde mani di patron Domenicali procede tra le soddisfazioni di quest’estate in rimonta, i grandi rimpianti d’inizio stagione e i piccoli rimpianti di ieri. «Perché in fondo con tutto quello che è successo avremmo anche potuto ottenere di più» dirà infatti a caldo il capo ferrarista per poi aggiungere, riferito all’ennesima giornata autunnale e dunque nemica della Ferrari amante delle alte temperature: «nelle ultime tre gare abbiamo sempre trovato le condizioni meteo peggiori per noi». Vero come vero che alla voce rimpianti, non dichiarati però, c’è la sensazione che senza certe sbavature di Alonso e arrischiando il terzo pit su gomme soft anziché super soft, forse a fare piripiri sul coppino di Vettel ci si poteva arrivare.
Ma tant’è, meglio accontentarsi, anche perché se il muretto della Rossa non avesse rischiato passando alle quattro soste, visto come si era messa la gara nel traffico, Alonso il podio non lo avrebbe trovato. Per cui, massì, va bene pure così perché con la felice svolta d’inizio estate, la Rossa che festeggiava come una vittoria il terzo posto in Turchia - era maggio, in pratica l’altro ieri - è adesso una squadra che di fronte a uguale risultato può e deve storcere il naso. Perché Vettel e la Red Bull, nonostante l’ottimo risultato di ieri, nonostante abbiano aumentato il vantaggio in classifica sugli inseguitori (da 82 a 88 su Hamilton, Webber non fa testo) sentono comunque il fiato sul collo dei rivali in crescita e di errori, si sa, è sempre lastricato il percorso.
Diciamo che Oltre Manica, casa McLaren, hanno forse un filo esagerato nell’accondiscendere alla chiamata di popolo di Alonso per fermare lo strapotere Red Bull per il bene del mondiale. Da alleati togli punti a Vettel sono diventati ufficialmente la seconda forza del campionato. La vittoria di Button che fa il paio con quella di Hamilton due domeniche fa in Germania racconta di una squadra e di due piloti che possono davvero dire la loro in chiave mondiale. Soprattutto perché la McLaren può davvero contare su due grandi piloti che la spronano rivaleggiando fra loro. I due ragazzi inglesi che ieri si sono sfidati in vetta scambiandosi posizioni due volte nell’arco di poche centinaia di metri, oltre che offrire al capo team Martin Whitmarsh un validissimo test cardiaco, sono la riprova che il fattore umano a volte può regalare il jolly che manca. E ieri, nel trionfo di Button, mago nel gestire le gomme e capire quando il meteo fa le bizze, di umano c’era davvero tantissimo.