Button, il primo trionfo dell’ex «eterno secondo»

Nostro inviato a Budapest
4 Schumi e la Ferrari. Per tutto il week-end il tedesco del Cavallino è rimasto in bilico tra la grande impresa e la grande sciocchezza. Alla fine ha vistosamente optato per la seconda.
5,5 Massa e la Ferrari. Anonimo, confuso, praticamente un altro Massa rispetto a quello di domenica scorsa a Hockenheim. Deve crescere e alla svelta visto che le voci sul ritiro di Schumi s’infittiscono e Felipe potrebbe trovarsi presto a convivere con Kimi Raikkonen. Il punticino preso (diventato doppio grazie alla squalifica di Kubica) sa di contentino, neppure tanto meritato.
6 Alonso e la Renault. Sufficienza per la iella avuta in gara. Lui ha corso benissimo, non ha fatto errori, li ha fatti invece il suo box. Grintoso al via con Schumi, attento e veloce dopo. Adorabile iellato un po’ tamarro. Ma le sue colpe del venerdì sono incancellabili; come il rallentamento furbetto che ha ingannato Schumi sabato mattina, mentre sventolavano le bandiere rosse.
5 Fisichella e la Renault. Sabato il pilota italiano ha perso la grande occasione di fare da vera prima guida; ieri l’occasione di aiutare il team.
4,5 Raikkonen e la McLaren. Il terzo pilota preferito di Jean Todt prova a dare la colpa a Liuzzi, ma è costretto anche ad ammettere che, quando l’ha tamponato, stava guardando negli specchietti retrovisori. Da casalinga andata a far la spesa. Però resta il terzo preferito di Todt. In fondo, il piccolo Napoleone di Maranello è abituato ai fuoriclasse pasticcioni. Vero Schumi?
8 Button e la Honda. Perché un po’ anonimo in pista resta sempre, però è stato bravo, ha evitato i guai, e, da eterno secondo, è diventato temporaneamente primo. Lo sa lui e lo sanno i tifosi inglesi.
7 De La Rosa. Non lo ammetterà mai: sul podio ha ringraziato Montoya. Grazie di avermi lasciato quest’auto, ha detto. Ma deve ringraziare soprattutto Schumi.
7 Heidfeld e la Bmw. Non ha colpe nell’incidente di Michael, ma alla Ferrari non gli vogliono un gran bene.
7,5 Kubica e la Bmw. Bravo a finire 7° al debutto in un Gp tormentato, bravo a dire «però ho guidato male», bravo a non incacchiarsi dopo la squalifica della sua Bmw.