Tra buuu e fischi il «traditore» LeBron annienta Cleveland

Tanto tuonò che... non piovve nulla. In campo, perlomeno. Ma i tuoni si sono sentiti, eccome. Nelle parole, nei cartelli, nei gesti. Benvenuti al ritorno di LeBron James a Cleveland, a cinque mesi di distanza dalla sua decisione di abbandonare i Cavs in diretta tv ed accasarsi a Miami. Benvenuti tutti, tranne LeBron. Al quale era stata riservata un’accoglienza pesantissima da parte dei tifosi, sentitisi traditi non solo per l’abbandono ma anche per l’umiliazione dell’annuncio televisivo, come essere spogliati di fronte a mezzo mondo.
Si erano dunque temuti lanci di oggetti e tentativi di contatto fisico, motivo per cui erano stati sistemati agenti in borghese sugli spalti e un cordone di polizia dall’uscita dello spogliatoio degli Heat alla panchina, ma non è accaduto nulla di drammatico, alla fine, niente lanci di oggetti - del resto si va dentro per direttissima, e i più saggi avevano ricordato alla vigilia che non è il caso di finire in cella per un “traditore” - e in costante uso solo l’arma più potente a disposizione del pubblico spesso naif delle arene americane, ovvero la voce: buuu alla presentazione (in contrasto con l’ovazione per un altro ex, Zydrunas Ilgauskas), ad ogni tocco di palla, ad ogni errore al tiro. Aveva fatto peggio chi si era preparato alla sfida lontano dalla Quicken Loans Arena, e i media americani ci hanno sguazzato: dalle bambole vudù con l’effigie di LBJ allo stravolgimento di una tradizione, quella del «celebrity roast», in cui il vip non è ospite d’onore del banchetto ma viene cucinato.
E il vip, James, era un maiale arrosto su cui si sono avventati i frequentatori di un locale - nel quale la foto del giocatore faceva da «bersaglio» nelle toilette - che hanno poi esibito a favore di telecamera cartelli tra l’ironico e il pesantemente volgare, quelli che poi non è stato possibile portare all’interno dell’arena, in cui sono stati autorizzati solo quelli di moderato insulto, presente del resto anche su magliette che giocavano su slogan precedentemente usati da James e dal suo entourage a scopo promozionale.
Alla fine della serata tutto il vetriolo si è consumato in una persona arrestata e quattro allontanate dall’arena, nella parziale delusione di molti media nazionali arrivati a Cleveland sperando nel fattaccio e nello sgonfiamento di tensione dovuto anche alla strepitosa partita di James, autore di 38 punti con 15/25 al tiro nel facile 118-90 degli ospiti. Lì ci sarebbero voluti i buuu per la squadra di casa, forse, ma non è stato possibile: li avevano esauriti tutti per il Traditore.