Buy e Morante nella nuova stagione del Teatro Valle

Alessandra Miccinesi

Cambio della guardia al vertice dell’Ente teatrale italiano: il ministro per i Beni culturali Rocco Buttiglione ha nominato Giuseppe Ferrazza, romano, già funzionario del ministero, a ricoprire l’incarico di presidente.
L’ente gestisce nella capitale il teatro Valle e il Quirino. La poliedricità del primo, teatro in movimento e la classicità del secondo, palco per ardite prove d’attore: due palcoscenici diversi, sale che condividono lo stesso entusiasmo per la cultura legata alla scena teatrale. Un’arte che da qualche stagione vive nell’incertezza. Nonostante le difficoltà finanziarie e di programmazione, per il 2005-06 sia il Valle che il Quirino hanno imbastito programmi che fondono ricerca, qualità e rispetto della classicità, nel segno del rinnovamento. «Questo cartellone è il principio di una rinascita che culminerà con l’apertura di una nuova sala - ha annunciato il presidente uscente, Domenico Galdieri - dedicata alla drammaturgia contemporanea». L’operazione dovrebbe concludersi con l’acquisizione di una struttura riservata alle compagnie emergenti: si fanno i nomi del teatro dell’Angelo, Vascello, Greco e Sala Umberto.
Il Teatro Valle inaugurerà la stagione il 25 ottobre nel segno dell’innovazione con un classico di Eschilo riscritto da Pasolini: Coefore, diretto da Monica Conti e interpretato da Annamaria Guarnieri. Seguirà (23-27 novembre) la performance-dialogo ideata da Fabrizio Gifuni e diretta da Giuseppe Bertolucci, ’Na specie de cadavere lunghissimo lavoro tratto da Pasolini e Giorgio Somalvico. La drammaturgia d’attore sarà esplorata da Michele Ginestra (7-16 febbraio): diretto da Enrico Maria Lamanna, l’attore porterà in scena Vita natural durante, la Napoli claustrofobica di Manlio Santarelli. E mentre Giulio Scarpati sfiderà se stesso vestendo i panni dello scrittore russo Cechov in Una storia d’amore: Cechov-Cechova (21 febbraio-5 marzo) per la regia di Nora Venturini, Luigi Lo Cascio si ispirerà a La tana di Kafka (9-14 maggio), esplorando i meandri del proprio percorso conoscitivo. One-woman-show per Anna Marchesini (2-28 maggio) che ha adattato e interpretato Le due zittelle di Tommaso Landolfi. Poi due appuntamenti esclusivi: Il fucile da caccia dal romanzo di Inohue Yasushi, regia di Piero Maccarinelli (6-20 dicembre) con Sandra Ceccarelli, Valentina Cervi, Maurizio Donadoni e Daria Nicolodi; e Due partite di Cristina Comencini che dirige in proscenio Margherita Buy e Laura Morante. Il solco internazionalista prenderà corpo il 30 novembre con Le grand inquisiteur di Dostoevskij, messa in scena di Peter Brook con adattamento di Marie Héléne Estienne, proseguirà a Natale con Slava’s snowshow, creazione di arte mimica del clown Slava Palmin, e terminerà con la danza contemporanea del coreografo Russel Maliphant nei frammenti One part II - Two times three - Choice. La contemporaneità dei classici sarà preservata dai testi pirandelliani Il piacere dell’onestà, con la coppia Pambieri-Tanzi, e Sei personaggi in cerca d’autore regia di Carlo Cecchi. Dal 14 marzo al 2 aprile, infine, spunta il goldoniano Arlecchino servitore di due padroni come lo aveva immaginato Giorgio Strehler.