Byrne butta un’occasione tra fiati e temi pomposi

Da quell’esordio di trombone, grave e funereo ma non senza retrogusto ironico, che pare attinto da un sogno on the road di Kerouac o da un funerale a New Orleans, parrebbe profilarsi un gran disco. Ma la magia resta carsica, discontinua, fin da quando nel bellissimo tema di In the upper room irrompe la batteria e banalizza poi l’andazzo circense di The sound of business. Insomma le musiche scritte da David Byrne per Civil wars di Bob Wilson reggono solo parzialmente, nel trasferimento dal palco al disco. E gli spunti, spesso magnifici, potenzialmente ricchi di pathos o di sogghigni, non trovano se non a tratti soluzioni compositive adeguate. Peccato, ché l’orchestra di fiati mobilitata per l’occasione meriterebbe ben altri cimenti.

David Byrne The knee plays (Nonesuch)