C’è un altro manager nel mirino dell’accusa

da Milano

Dopo Giuseppe Parrella, il beneventano indagato per concussione e corruzione dal Pm Guido Rispoli della procura di Bolzano, spunta un altro italiano nell'inchiesta per tangenti che sarebbero state pagate dalla Siemens nel mondo. Si chiama Tonio Arcaini, nato 62 anni fa a Milano e trasferitosi giovanissimo in Germania, oggi svolge consulenze dagli uffici della sua società la T.A.Trade& Acquisition a Montecarlo.
Secondo il settimanale Der Spiegel Arcanini ha ricevuto fra il 2001 e il 2006 da Siemens 36,5 milioni di euro. Alcuni dirigenti del gruppo tedesco, interrogati dal magistrato Christian Schmidt-Sommerfeld lo chiamano in causa nella gestione di pagamenti irregolari. E anche il Wall Street Journal ha appena dedicato un'intera pagina al suo ruolo nello scandalo Siemens. Ma lui ribatte che si tratta di regolari consulenze documentabili nelle compravendite di sistemi di telecomunicazione, sistemi di controllo del traffico aereo, sistemi di trasporto, sistemi di automazione, centrali elettriche e turbine a gas.
Per quanto riguarda gli atti di Milano, il nome di Arcaini, al momento, non sarebbe tra quelli evidenziati dai magistrati coordinati dal Pm Francesco Greco.