C’è anche un’americana alle Olimpiadi dell’Islam

da Teheran

La concorrente che proprio non ti aspetti perché tra le duemila atlete di 48 nazioni diverse ci sarà anche una rappresentante degli Stati Uniti. Sarà in gara nelle prove di atletica leggera, a Teheran in Iran, dei Giochi olimpici della donne islamiche. Li organizza, per la quarta, e forse ultima volta, Faezeh Hashemi, che sarà anche la più strenua promotrice dello sport femminile nella Repubblica islamica, ma è pure la figlia dell'ex presidente pragmatico Rafsanjani, sconfitto nelle elezioni presidenziali del giugno scorso dall'ultraconservatore Mahmud Ahmadinejad.
In ogni fase dell’evento saranno rispettati alla lettera i dettami della religione islamica, soprattutto il divieto per gli uomini che non fanno parte della famiglia di vedere altre parti del corpo della donna, se non il viso. In pratica gli uomini potranno seguire solo tiro con l'arco e tiro a segno. Ed è ovvio che, tali i divieti, quasi tutte le prove non saranno trasmesse in tivù, cosa che spiega l’assenza di sponsor, cosa che obbliga a un budget all’osso, inferiore al milione di euro, cifra che, comunque, è stata criticata. La Hashemi ha così risposto: «È di molto inferiore agli stanziamenti che ogni anno vengono impiegati per le celebrazioni dell'anniversario della rivoluzione».