«C’è ancora da fare»

Cittadina italiana nata in Eritrea, a Milano dal ’73, Ainom Maricos è stata assistente sociale in comune, ha collaborato con diverse istituzioni per la gestione dei centri di prima accoglienza e da quindici anni dirige una cooperativa sociale di servizi. Riflettiamo con lei sulla Giornata Mondiale del Rifugiato, che come ogni anno cade domani, 20 giugno, ed è un’iniziativa dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per proporre l’attenzione sulla drammatica condizione dei profughi (19 milioni nel mondo). «Giornate come queste dovrebbero servire per ricordare le molte cose che si devono ancora fare: in Italia, anche a Milano, si usa un unico termine “clandestino” che pretende di spiegare realtà migratorie molto diverse tra loro». Qui accanto due scrittori di passaggio a Milano e un sacerdote che la città la conosce bene hanno detto la loro sull’argomento.