«C’è ancora pericolo non andate nel Sinai»

da Roma

Vivamente sconsigliati dal ministero degli Esteri i viaggi nella località turistica della penisola del Sinai, Dahab, sconvolta lunedì dagli attentati terroristici. Fa venire in mente il detto del «chiudere la stalla dopo che sono scappati i buoi», ma il messaggio della Farnesina tende a scoraggiare chi è ancora in procinto di partire.
Eppure, non sono in molti a cancellare le prenotazioni per le spiagge del Mar Rosso: solo il 10 per cento, per Alpitour, all’aeroporto milanese di Malpensa, per esempio. Forse si pensa che ormai quel che doveva succedere è successo e non c’è altro da temere. E i tour operator prevedono una flessione temporanea ma scommettono sulla ripresa di queste mete di vacanza.
Per la Farnesina, però, il pericolo esiste ancora, e bisogna tener presente che «sono in corso le operazioni di soccorso e che gli spostamenti potrebbero essere particolarmente difficoltosi». Il comunicato diffuso sul sito «Viaggiare sicuri» sottolinea che «anche a seguito degli attentati terroristici che hanno colpito il Paese, fra cui la località turistica di Sharm el Sheikh, il governo egiziano ha ulteriormente elevato le misure di sicurezza e di protezione. Ciò nonostante permane il rischio di atti terroristici soprattutto di matrice fondamentalista ed in particolare contro obiettivi occidentali».
A chi, comunque, non intende cancellare la vacanza la Farnesina raccomanda, «a tutela dell’incolumità personale», di prestare «la massima attenzione al comportamento proprio ed altrui sulle strade, soprattutto durante le ore notturne, adottando misure elevate di prudenza, superiori rispetto a quelle comunemente in uso in Italia».
Chi non disdice a volte lo fa anche per non perdere la somma già pagata. Mario Guerra, presidente dell’associazione Assotravel (che riunisce circa 1.800 agenzie di viaggio), invita i soci a «usare buon senso e ragionevolezza», senza rigidità, e a non far pagare penali ai clienti che vogliono cancellare o spostare il viaggio.