C’è il campo nomadi vicino, le assicurazioni scappano: «Niente polizze anti-furto»

Niente polizze anti-furto, da via Idro scappano a gambe levate anche le assicurazioni. Non si tratta certo di pregiudizi, solo affari. Per ragioni statistiche assicurare le abitazioni vicine al campo rom alle compagnie non conviene più: troppi furti, troppo alta la probabilità di dover sborsare soldi a getto continuo.
A Vittoria la lettera è arrivata proprio ieri: l’assicuratore le ha comunicato che intende avvalersi della facoltà di non rinnovare la polizza. Una normalissima polizza per responsabilità civile verso terzi. Da novembre Vittoria dovrà vedersela direttamente con le continue incursioni nella sua proprietà. Sono stati almeno tre i furti negli ultimi tempi, e l’assicuratore non intende andare avanti.
Tutto sembra normale, in quella lingua di Milano ormai depredata da anni dai blitz. «Normale? Rassegnata? - dice la signora - io sono furibonda, il problema è che non posso più neanche andar via, perché se provo a vendere casa mi rendo conto che ho buttato via i miei risparmi nel Naviglio. Questa è la zona che si è meno riqualificata negli ultimi anni dal punto di vista immobiliare - aggiunge - e ora vogliono farne definitivamente una pattumiera».
La rabbia di Vittoria non è diretta contro l’assicurazione («dovrò cercarne un’altra, e sarebbe già la terza») né - per la verità - contro i rom, piuttosto contro il Comune, che in base al piano approvato e finanziato dal ministero dell’Interno vorrebbe proprio nell’area di via Idro sistemare un campo di transito dei nomadi. «Non ci saranno problemi di ordine pubblico o di altro tipo» ha sempre assicurato tempi il Comune, garantendo che sarà tutto decoroso e controllato. Ma i residenti hanno paura che la situazione del degrado possa peggiorare ancora. «La prospettiva che ci si presenta è apocalittica», sintetizza lei.
Ad Alberto, che abita poco lontano, la polizza è stata disdetta tempo fa, alla scadenza: «Un anno fa ce l’avevo. Ho rinunciato a farne un’altra, così come ho rinunciato a denunciare i furti». Anzi, ha rinunciato perfino a contarli: «Non so più quanto siano. Casa mia ormai è come Fort Knox, ho montato inferriate, porte e finestre blindate, antifurto laser, ci ho speso 8mila euro, ma alla fine se vogliono entrano lo stesso, ci impiegano solo più tempo. E comunque mi hanno portato via gli attrezzi da giardino, motoseghe, motozappe, anche un trattore. Ma ho sentito di vicini a cui sono stati portati via vestiti, scarpe, anche le lenzuola».
E gli altri, vicini, magari restando nell’anonimato per paura, confermano e rincarano, lo scenario apocalittico disegnato da Vittoria. Il quartiere intanto continua a mobilitarsi. Sono in corso raccolte di firme contro il campo di transito, e si pensa a nuove iniziative per far cambiare idea al Comune: «Se un’assicurazione rinuncia ai soldi è perché sa che dovrà perderne in seguito - dice Raffaella Piccinni, fondatrice del comitato di quartiere Riprendiamoci Milano – Nessuna compagnia assicurerebbe la vita di un malato. Questo dimostra che il grado d’insicurezza è oggettivo. Lotteremo perché l’attuale campo venga sgombrato e per scongiurare la costruzione del nuovo campo rom da 5 milioni di euro, voluto anche dalla Lega e finanziato dal ministro Maroni. E non ci vengano a raccontare che il campo sarà diverso, conosciamo bene lo stile di vita di quei campi, forse è la Lega ad averlo dimenticato».