Ma c’è chi consiglia la siesta e il pisolino senza sensi di colpa

Se la pigrizia è un male economico non mancano però i suoi sostenitori. Tanto che a difesa di quello che un tempo era un «vizio» si sono levate voci più o meno autorevoli. Tralasciando un Elogio della pigrizia del 1932 a firma di Bertrand Russell, si possono ricordare i più recenti: Buongiorno pigrizia. Come sopravvivere in azienda lavorando il meno possibile (Bompiani, pagg. 160, euro 9.90) di Corinne Maier, o Elogio della pigrizia di Peter Axt e Michela Axt-Gadermann. C’è poi chi, invece, non inneggia proprio all’ozio ma suggerisce che se si vuol essere produttivi un pisolino nel primo pomeriggio è fondamentale. Vedasi il Manuale di siestologia di Frédéric Ploton (Castelvecchi, pagg. 143, euro 10). A guardare l’economia spagnola verrebbe da dargli ragione.