C’è chi resta in fabbrica e chi va ai convegni

Un banchiere appena tornato da un giro di lavoro a Londra ha raccontato al cuoco: «I miei colleghi di Londra sono impegnati in un nuovo stress test. La Fsa (la super Consob inglese)ha chiesto loro di fare i conti sul “currency redenomination risk”». Ve la facciamo semplice e soprattutto in italiano. Le banche inglesi sono state obbligate dalla loro massima autorità di vigilanza a guardare nelle pieghe dei bilanci, per capire quanto costerebbe loro la rottura dell’euro. Gli ispettori inglesi temono che l’euro si sfasci (sai che previsione), ma soprattutto che la City possa soffrirne più del previsto. Quella marea di italiani danarosi che hanno pensato bene di aprire un conto a Londra per stare al sicuro da un possibile fallimento della moneta unica, non dovrebbero dormire sonni tranquilli. Se l’euro salta, non se la cavano con un conto in una banca inglese. Tutto legale, per carità. È sufficiente dichiararlo nel famoso quadro RW della dichiarazione dei redditi. E a poco servono le polizze con le quali si stanno impacchettando i patrimoni dei super ricchi. Se Roma e Madrid soffrono, Londra non gode. Anzi. Secondo uno studio di Nomura in caso di grave recessione (ipotesi non esclusa) dopo le banche spagnole, sono proprio quelle inglesi a pagare di più. Gli istituti iberici avrebbero bisogno di circa 90 miliardi di euro in capitali freschi. Seguono gli inglesi con 60 miliardi e i francesi con più di 50. Le banche italiane con poco più di 20 miliardi di ricapitalizzazioni necessarie sarebbero tra le meno colpite da uno scenario duramente recessivo.
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Per fortuna che nel mezzo di tutto questo gran pasticcio i giovani industriali italiani hanno trovato il tempo di incontrarsi a Santa Margherita Ligure. Il presidente si è financo accorto, con un’insolita acutezza, che stiamo diventando un «paese più povero, diseguale, spaventato». Se ci fosse Tom Wolfe a Santa, troverebbe ispirazione non già per i radical chic, ma per i suoi Mau Mau. Ma veramente è necessario invitarsi, a spese di sponsor e di imprese associate, due volte l’anno a Santa Margherita e a Capri, per sentir recitare la stessa pappa? Ma questi ragazzi (ops non proprio tutti dei giovanotti, per la verità) hanno fatto leggere le loro relazioni, i resoconti dei loro dibattiti ai genitori che si fanno un mazzo tanto in fabbrica? O forse proprio quei genitori preferiscono tenerli lontani dalle fabbriche per non fare pasticci? Insomma, ma a cosa diavolo serve questo incontro confindustriale? È ovvio che il giovane presidente attuale c’entra nulla con queste critiche. La storia va avanti da anni. Toccherebbe fare come la segretaria del presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, che si era dimenticata di segnare in agenda l’appuntamento di Santa Margherita tanto che il big boss della Mapei ha fatto una toccata e fuga.
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Peggio delle riunioni di Santa Margherita ci sono solo i meeting che si sono svolti al ministero dello Sviluppo sull’omonimo decreto, con i capoccioni dell’Economia. Un trionfo delle lobby che vogliono lasciare tutto quanto come è, facendo finta di cambiare tutto. Il caso eclatante sono le cambiali finanziarie: una sorta di mini obbligazione riservata alle piccole imprese. Ebbene all’articolo 11 del decreto (strumenti di finanziamento delle Pmi) già dalle prime dieci righe si capisce di che pasta sono fatti i nostri burocrati. Nel testo adottato dopo mesi di lavoro dalle commissioni parlamentari era sostanzialmente previsto che tutte le imprese potessero usufruire del nuovo strumento finanziario, utilissimo in periodi di credit crunch. Il principio di lavoro era il seguente: è tutto lecito, tranne ciò che è espressamente vietato. Bene: passa al ministero di Passera e diventa un pastrocchio illeggibile e infattibile. In buona sostanza sono state escluse le microimprese dal nuovo strumento. Ma la cosa più bella è che di fatto i nostri geni hanno previsto (sostanzialmente anche se non formalmente) l’obbligo del giudizio di una agenzia di rating per emettere il mini bond. Bella pensata. Buona idea, davvero. Un viatico per uccidere il bambino delle cambiali finanziarie nella culla. Alcuni burocrati dovrebbero passare più tempo a Santa Margherita o a Capri con i giovani imprenditori: farebbero molti meno danni che a Roma.