Ma c’è chi si è fatto le ossa con i bestseller

Kathy Reichs, antropologa forense, con i suoi volumi è diventata la beniamina delle classifiche mondiali

«Le ossa raccontano sempre una storia... La verità è scritta nelle ossa». Con questi slogan incisivi sono stati lanciati in tutto il mondo gli ultimi bestseller (editi in Italia da Rizzoli) siglati dalla maestra del thriller Kathy Reichs, antropologa forense che con le avventure della sua protagonista Temperance Brennan (Tempe per gli amici) è divenuta una beniamina delle classifiche internazionali, riuscendo in pochi anni a oscurare anche la fama ottenuta da Patricia Cornwell con la sua anatomopatologa Kay Scarpetta.
Dal canto suo, le ossa Kathy Reichs (premiata domani sera a Orta San Giulio con il prestigioso Premio Piemonte Grinzane Noir assieme a Massimo Carlotto e Barry Eisler) se l’è fatte letteralmente sul campo, divenendo docente di Antropologia all’Università del North Carolina a Charlotte e quindi responsabile del Laboratorio di Scienze Giudiziarie e di Medicina Legale della provincia del Quebec, entrando a far parte contemporaneamente dell’American Board of Forensis Anthropology e del Board of Directors dell’Accademia Americana di Scienze Forensi. Va notato che la tipologia di ossa che la nostra ha dovuto analizzare durante la sua carriera è sicuramente la più varia che si possa immaginare. «Al mio laboratorio - confessa ai lettori del suo Ceneri - arriva una grande varietà di ossa: crani di trofei di caccia contrabbandati dai paesi d’origine; scheletri didattici che scompaiono dalle aule come per magia e ricompaiono nelle sedi delle confraternite universitarie; cadaveri di soldati confederati rimaste senza croci né lapidi; animali domestici sepolti nei giardini».
Spesso si tratta di reperti che casualmente finiscono all’obitorio e diventano poi oggetto di studi. «Qualcuno scopre delle ossa - prosegue la Reichs - o dei resti di un corpo. Le autorità locali, poco pratiche di anatomia, inviano reperti al coroner o al medico legale. A volte, la vittima si rivela un rettile o un uccello, ma quasi sempre appartiene alla classe dei mammiferi. Nella mia carriera ho esaminato costolette, zampe di cervo, ossi di prosciutto e corna d’alce. Al mio laboratorio, fra una vittima d’omicidio e l’altra ho ricevuto anche topi e gattini in sacchi di iuta. Talvolta arriva anche qualche zampa d’orso, che ricorda molto la mano e il piede umani». Insomma, la routine quotidiana della celebre patologa forense non sembrerebbe così spettacolare e avvincente come quelle raccontate in serial tv come CSI - Scena del crimine o Bones (modellata, anche se con ampie libertà narrative, proprio sul personaggio di Temperance Brennan).
Eppure ci sono state inchieste eclatanti e sconvolgenti di cui l’esperta medico legale si è occupata in prima persona durante la sua carriera come membro del DMORT (il Disaster Mortuari Operational Teams) che l’ha inviata a occuparsi delle vittime dell’alluvione del delta del Mississippi nel 2005 ma anche a svolgere indagini per identificare i corpi dei morti nell’attentato alle Torri Gemelle. Spesso la Reichs afferma di non poter parlare esplicitamente dei casi di cui si è occupata, per motivi di «ragione etica e legale». Ma è evidente che per costruire il suo Ceneri si sia ispirata ai misfatti di un bracconiere di alci che aveva indagato; che per Corpi freddi abbia rielaborato il profilo di un serial killer al quale aveva dato la caccia; che per Cadaveri innocenti abbia tratto ispirazione dalle 74 vittime del Sower Temple, morte tra Francia, Svizzera e Canada e di cui si era occupata il suo laboratorio; che per Il villaggio degli innocenti abbia fatto tesoro della sua esperienza in Guatemala, dove aveva esumato e identificato i cadaveri di migliaia di persone nell’area del lago Atitlan.
Ma i lettori troveranno pochi tratti somatici e biografici coincidenti fra la Reichs e la sua eroina Temperance Brennan, che condividono la preparazione scientifica, lo humour, il talento investigativo e la precisione autoptica, ma hanno un passato e un presente sentimentale totalmente opposto. Si può però rilevare che entrambe sono abituate a fissare ricordi e osservazioni con un registratore durante le autopsie e quindi non è casuale che un’eroina come Tempe racconti in prima persona tutte le sue avventure. In particolare nel recente Skeleton la dottoressa Brennan è costretta per la prima volta a fare i conti con il proprio passato a causa del ritrovamento del cadavere della povera Evangeline Landry. Così Tempe si trova a rielaborare con gli occhi di un adulto terribili storie di cui era stata testimone da bambina e, mentre la triste ala della morte la sfiora ancora una volta, la nostra Reichs le mette una mano sulla spalla accompagnandola verso la maturità letteraria, orchestrando la storia con un sapiente ritmo di ricordi, indagine e immancabili autopsie.