C’è il «dividendo estetico» se s’investe in opere d’arte

Nella crescita del modello italiano di Art Advisory - la consulenza patrimoniale per l’investimento in beni artistici - vi sono alcune novità da registrare che caratterizzano la crescita di questo segmento ormai «adulto». Il corso «Arte, patrimoni, mercati» varato quest’anno dall’Università Iulm a coronamento della formazione accademica necessaria a formare i professionisti del settore, si è dato un «Comitato di indirizzo», voluto dal rettore Giovanni Puglisi e coordinato dal professor Mario Negri, che per la prima volta vede presenti in un unico organismo tutte le associazioni di categoria degli operatori economici (Ass.I.Art, Fima, Anca, Angamc) e alcune attive nei beni culturali (Fai, tra gli altri) allo scopo di dare una visione complessiva e moderna del mercato dell’arte e delle potenzialità a questo connesse.
Nel più recente Rapporto del Laboratorio sul commercio dei beni artistici di Nomisma, di cui è responsabile Stefano Stanzani, il dato sulle esportazioni di beni artistici nel periodo 2002-2005 vede ancora l’Italia in bassa classifica, con il solo 1%, al pari della Corea del Sud: la Svizzera è al terzo posto con l’8,1%, mentre i primi due, Regno Unito e Stati Uniti, sommati, fanno registrare il 69,2% e il 70,6% dell’export e dell’import mondiali: il dato disaggregato vede al 42,6% l’import britannico contro il 27,7% dell’import americano. (Da quest’anno il Rapporto Nomisma può essere acquistato in libreria al prezzo di 25 euro; editore Agra, distribuzione Hoepli).
Per chi si accosta all’arte c’è sempre un «dividendo estetico», ma non solo: l’84% degli scambi è costituito da dipinti, il 13% da sculture, il 3% da grafica, beni che possono garantire liquidità e aumento di valore.
Partendo dalle attuali premesse, il mercato dell’arte in Italia può solo crescere e l’intervento degli investitori non farà altro che accelerare questo processo: a fine 2006 per le arti maggiori si è superato il miliardo di euro con un apprezzamento medio dei valori del 7,1 per cento.
Il Laboratorio di Nomisma terrà a Roma il 20 giugno un incontro pubblico nel quale è previsto un focus sui fondi di investimento in beni artistici con relazioni di specialisti e una tavola rotonda di operatori moderata da Giancarlo Graziani, presidente Ass.I.Art. e tra i pionieri di tali prodotti di investimento.
Da segnalare, inoltre, l’approccio originale e innovativo con l’art advisory messo a punto da Banca Etruria - la maggiore Popolare dell’Italia Centrale - che punta sui prodotti bancari indirizzati all’arte e all’antiquariato con una visione globale. Di ciò parleranno i dirigenti del gruppo toscano a Firenze, il 31 maggio, a un pubblico selezionato di clienti e investitori che potrà apprezzare il legame tra arte e finanza; Banca Etruria ha recentemente rilevato la banca fiorentina Federico Del ’Vecchio proprio per farne il suo polo di eccellenza.