«C’è un documento firmato che protegge la vita del raìs»

Giovanni Di Stefano: «L’ex dittatore è un poeta, ma le sue memorie saranno sconvolgenti. Milosevic un criminale? Ma se lavava persino i piatti alla moglie...»

Avvocato Di Stefano, come si difende una causa persa?
«Non esistono mai cause perse perché il diritto di ogni uomo di difendersi è sacro. Se Gesù Cristo avesse avuto un legale la storia del mondo sarebbe stata diversa».
È più una missione o un dovere?
«È una vocazione. Quando prendo in mano una causa non penso mai al mio onorario, ma se sarò capace di far bene il mio lavoro. Specie quando si tratta di difendere assassini e terroristi. O Saddam e Milosevic».
Cosa possono nasconderle i suoi clienti?
«Non monterò mai artificiosamente una difesa. Se mi confessano di essere colpevoli li difendo partendo dall’ammissione di colpa. Ma se mi giurano di essere innocenti do tutto me stesso per dimostrare la loro innocenza».
Ha mai ricevuto minacce?
«Molto spesso. Ma le uniche persone capaci di uccidermi sono i miei stessi clienti. E loro hanno bisogno di me...».
C'è un personaggio che le sarebbe piaciuto difendere?
«Re Carlo I d’Inghilterra. Sto giusto preparando una richiesta alla Commissione di Revisione criminale per impugnare la sentenza di decapitazione. Cinquecento anni dopo...».
Più difficile far assolvere un dittatore o far risarcire le sue vittime?
«Sono facili tutte e due. In genere difendere un dittatore vuol dire raccogliere elementi a sostegno di un principio contenuto in tutte le costituzioni è cioè che l’immunità è sovrana. Poi però è dura far prevalere questa tesi. Anche ottenere risarcimento da un dittatore non è difficile. È vedersi risarcire i danni che è dannatamente difficile...».
Ci si salva con le prove o con i cavilli?
«Se il processo arriva alla discussione dei fatti è difficile vincere. Se si lavora sul mancato rispetto delle procedure di legge è più difficile perdere».
Il lato buono di Milosevic?...
«È un grande avvocato, un grande banchiere e un presidente forte che non ha mai sottratto soldi al proprio Paese. Poi è un ottimo padre e un marito migliore. Lo criticavano perché non aveva un’amante, perché amava la moglie Mirjana e la chiamava trenta volte al giorno. Quando sono stato a casa sua l’ho visto persino aiutare la moglie a lavare i piatti. È forse sbagliato nutrire valori cristiani?».
...e quello di Saddam?
«È un grande pensatore, una persona piacevole, un uomo forte. Gli piacciono il whisky, il calcio, i vestiti italiani. È un uomo di principi che ha portato il proprio Paese più lontano di quanto abbia fatto qualsiasi presidente europeo e con lui al potere non c’era l’instabilità che c’è adesso. È anche un poeta, uno scrittore. Vedrete le sue memorie: sono esplosive. Molti resteranno sorpresi quando leggeranno le sue rivelazioni sulla guerra Iran-Irak. E spiega anche perché l’Italia è a Nassirya».
Come finiranno i due processi?
«Moriranno tutti e due in galera. Sono processi politici, ci saranno appelli continui. Nel processo Milosevic la morte improvvisa di Richard May è stata spiacevole ma la sostituzione del giudice durante il dibattimento rende ogni sentenza pericolosa. Lui non si è comportato bene con Milosevic ma era una brava persona. Saddam invece non sarà giustiziato perché c’è un accordo scritto tra Gran Bretagna, Italia, Usa e Irak per evitare la condanna a morte degli imputati, Saddam compreso».
Chi è l’avvocato che l’ha ispirata di più?
«Cicerone e F. Lee Baily, l’avvocato che ha fatto assolvere OJ Simpson. E un po’ Nino Marazzita, soprattutto per la sua vita fuori dalle aule...».
Qual è il più umano dei diritti?
«L’undicesimo comandamento: mai dichiararsi colpevole...».
Vi sentite mai in qualche modo complici dei vostri clienti?
«Se un medico si ritrova sul tavolo operatorio il corpo ferito di Adolf Hitler o Josef Mengele è suo dovere salvargli la vita. È lo stesso vale per un avvocato. Poi c’è sempre qualcuno che pensa che il legale sia in qualche modo complice del cliente. Ma non è così».
Peggio perdonare tutti o nessuno?
«Il perdono è un valore cristiano. La giustizia deve garantire altre cose: la condanna, la riabilitazione e alla fine la redenzione. E a nessuno è vietato redimersi».
Qual è la peggiore ingiustizia?
«Per Saddam essere stato costretto ad assistere alla nomina del nuovo presidente iracheno in tv. Più in generale negare a un uomo l’assistenza medica e legale e vietare a tutti un sistema scolastico e sanitario adeguato».
Crede più alla giustizia terrena o a quella divina?
«Noi crediamo nell’evidenza della prova. Ma credo anche che un giorno saremo tutti giudicati per ciò che di buono abbiamo fatto in questo mondo. Io mi dichiaro non colpevole...».
C’è qualcuno al mondo che non difenderebbe mai?
«Me stesso. Un legale che ha se stesso come cliente è un pazzo. O un avvocato...».