C’era una volta Beppefurino

Ce lo ricordavamo così Beppefurino: tutto un nome che faceva paura, quello scarpone vestito di bianconero che ogni domenica era il terrore degli avversari e la delizia dei suoi tifosi. Era, Beppefurino, la trave degli scudetti della Juve di Trapattoni, il mattone che non si può togliere perché sennò crolla tutto. Arrivava l’Inter, arrivava il Milan, arrivava la provinciale di turno: Beppefurino era lì, nel mezzo dello stadio Comunale a spezzare i sogni di chi pensava che la Juventus fosse solo una squadra da battere e non un’imbattibile armata. E poi c’era anche in trasferta Beppefurino: orgoglioso, fiero, invalicabile. Beppefurino era così: ha vinto otto scudetti, due coppe Italia, una coppa Uefa e una coppa delle coppe. Non ha vinto la coppa dei campioni, ma quello è stato un caso del destino, così com’è stato un caso che Beppefurino abbia giocato soltanto tre volte con la maglia della Nazionale. Beppefurino avrebbe meritato di più, eppure per tanti anni ci siamo chiesti dove fosse finita quell’icona dei nostri anni belli, quell’uomo tutto d’un pezzo che ammiravamo. Poi, a un certo punto, abbiamo rivisto Beppe Furino: era al Processo del lunedì.