C’era una volta la dama bianca, ora c’è Marin

Come Coppi e Giulia Occhini, ma era un'altra Italia. Ed era un altro amore. Per fermare il grande Fausto ci vollero carabinieri. A Luca bastano i paparazzi

Luca Marin è un ragazzo triste. Il campione dei quattrocento misti oggi ha gli occhi mosci da quattrocento mesti. Il suo amore l’ha affondato, Federica Pellegrini gli ha preferito Pippo Magnini. Vatti a fidare dei compagni di stanza e di vasca. La staffetta azzurra prevedeva altro tipo di cambio ma la storia è struggente, Marin è pallido, ha perso dai quattro ai sei chili, da squalo si è fatto acciuga, anzi polpo, mozzicato. Lo chiamano il damo bianco ma il parallelo con la vicenda Occhini-Coppi non regge. La dame en blanc, come la definì il grande amico e giornalista francese Pierre Chany, era sposata e così pure Fausto, la loro relazione provocò tumulti, tribunali, addirittura l’arresto di Giulia Occhini che restò in carcere per un mese mentre a Coppi fu ritirato il passaporto. Era adulterio in un’Italia bacchettona. I due furono marito e moglie in Messico, nascosti dal sombrero.
Oggi Marin non porta la fede al dito ma portava la Fede nel cuore avendola acchiappata, il sicilianuzzu beddu, dopo la focosissima relazione con Laure Manaudou, francesina bella e inquietante, quella che arrivò a scagliare verso Marin, per vendetta e rabbia, l’anello di fidanzamento ma si fece pure fotografare in posture ambigue, alcune da stile libero, direi ignuda. Insomma siamo in piena epoca gossippara, non arrivano i carabinieri ma i paparazzi e Luca Marin si è ritrovato di colpo senza la donna dei suoi sogni trasformati in incubi, cuscini stracciati, lacrime, strilli, minacce, invasione di stanze d’albergo, varie ed eventuali. Insomma una passione che strugge e distrugge, il fisico e la testa, il campione va in acqua ma non galleggia, affonda, rischia di affogare nel proprio tormento, il pianto si confonde con la schiuma delle bracciate, la rabbia non esplode nel tempo record, anzi, la piscina è un mare in tempesta, il cronometro è un big ben.
Intanto lei, la Federica, scivola via sull’acqua come un siluro, a bordo vasca Luca è un cane bastonato mentre il Pippo esulta, salta, pronto all’abbraccio azzurro ma non soltanto. Dietro il fisico maestoso tremano muscoli che non ricorrono alla palestra, al cuore non si comanda e Marin sta rivivendo le stesse ore aspre dei giorni cattivi con Laure, la francese. La Manaudou fu lei, tuttavia, a soffrire più di tutti, visto il lancio del monile e le parole di fuoco nelle varie interviste mentre l’italiano bello già aveva messo gli occhi, un minuto dopo, sul nostro fenomeno, la Pellegrini per l’appunto, inseguita e seguita, amata e alla fine acciuffata, come in uno sprint all’ultimo millesimo. Ma la storiella dei campionati europei in Ungheria creò scalpore, le baruffa con Laure mise i pesi alle gambe di Marin che venne messo all’indice dai galletti di Francia, addirittura del caso di occupò Sarkozy, insomma Luca, a differenza dell’omicida Battisti, venne ripudiato da Parigi e rispedito al mittente.
Nessun corteo, nessuna protesta della Farnesina, Marin fischiettando superò la dogana e trovò immediato riscatto con la Federica. I due poterono trasformare l’amore di contrabbando in una storia da Peynet, viaggiavano da star, segnalati e fotografati sul tappeto rosso del festival cinematografico di Venezia e in altri siti clamorosi ma mai volgari. Sembrava l’ultima vasca prima del podio nuziale ma il prode campione siciliano non aveva previsto il colpo di scena e di schiena. Oggi Federica ha battuto avversarie e crisi di panico, va in televisione e, candidamente, dice che le piacerebbe fare l’amore con i tacchi a spillo, non è una di quelle donne atlete dure e bersagliere, è femmina giusta, diventata bella, anzi bellissima, furba. Ha trasferito a casa Marin l’ansia con tutta l’iperventilazione annessa, la bilancia del ragazzo fa registrare chili da dieta del minestrone, non è regime alimentare è mal d’amore, roba brutta che nessun medico può curare. Non ci sono anelli da lanciare, non ci sono fotogrammi hard. C’è un compagno di stanza più veloce in vasca corta e lunga. E la Federica piena di medaglie. In senso buono.