C’era una volta l’uomo assist Semioli, l’«ala che vola» dimenticata da Iachini

Che fine ha fatto Semioli? È infortunato? No, sta benissimo, solo società e allenatore hanno deciso che il laterale non serve alla causa blucerchiata. Eppure vedi la partita tra Sampdoria e Varese e pensi che un giocatore delle sue capacità tecniche e della sua duttilità tattica servirebbe eccome. Può fare la fascia, può fare l'interno, può dare manforte alla difesa con la sua abilità nelle diagonali e nel ripiegare all'indietro. Eppure Semioli non gioca. Di più, non viene nemmeno preso in considerazione dall'allenatore che anche per questo ritiro pre Padova, lo ha lasciato tristemente ad allenarsi a Bogliasco con gli altri «reietti», Accardi e Maccarone.
Semioli arrivò nella Genova blucerchiata nell'estate del 2009, fortemente voluto dal maestro Gigi Del Neri, che convinse la Samp a sborsare alla Fiorentina 5 milioni di euro. Fu l'acquisto più costoso di tutto il mercato ma, al di là di uno stop per infortunio, fece la differenza, incarnando alla perfezione la definizione coniata dallo stesso Del Neri «ali che volano». Lo scorso anno l'esterno torinese è stato fortemente condizionato da problemi fisici. Il 17 ottobre, durante la gara con la Fiorentina, si fa male alla caviglia. Cerca in tutti i modi di recuperare, anche affrettando i tempi, ma ai primi di febbraio l'intervento chirurgico diventa inevitabile. Chiude la stagione con sole 7 presenze ma, nonostante la retrocessione della Samp, decide di rimanere a Genova. Si presenta in ritiro tirato a lucido e parte forte, fortissimo, sfornando assist in serie per i compagni, anche 3 in una gara sola come ad Empoli. Nell'ultimo match di Atzori alla guida della Samp, contro il Vicenza lo scorso 13 novembre, riporta uno stiramento muscolare. Cambia l'allenatore, via Atzori ed ecco Iachini. La Samp infila 4 pareggi di fila, Semioli recupera, si allena, sta bene ed è a disposizione. Ma Iachini non lo considera. La «rivoluzione» promessa da Sensibile porta all'esclusione, praticamente ufficiale, di Accardi, Maccarone e Semioli. Per la serie: come dilapidare un capitale economico che tra costi di cartellini e ingaggi arriva a quasi 10 milioni di euro. Ma se le prestazioni di Accardi e Maccarone anche quest'anno in serie B non sono stati all'altezza delle attese, la rinuncia a Semioli pare davvero senza senso. Se la società vuole venderlo farebbe bene a mettere in mostra il proprio tesserato, altrimenti, non utilizzare un giocatore che può fare la differenza, rasenta il masochismo. A maggior ragione se si tratta di un ragazzo benvoluto dallo spogliatoio, uno di quelli che fa gruppo e tiene alto l’umore quando serve ma che in caso di necessità fa sentire l’esperienza dei suoi 31 anni.
Lui intanto si allena, non si lamenta e non fa polemica, e quando i tifosi a Bogliasco gli chiedono notizie, allarga le braccia e si limita a dire «sto bene». Vorrebbe rimanere alla Samp e giocare ma quasi certamente partirà. Eppure, a questa Sampdoria in crisi profonda, uno come lui servirebbe eccome.